Il Tirreno

Pistoia

Morti 2 cani in poche ore forse per bocconi al veleno

di Beatrice Faragli

Sopravvissuti a maltrattamenti e abbandoni, gli animali erano stati presi al rifugio del Calice da una donna che li accudiva in casa amorevolmente

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AGLIANA. «Verso le 2 e mezza di mercoledì un vicino mi chiama e mi dice “hai il cane, quello grosso, morto”. Poco prima mi aveva suonato al campanello mio nipote. “Corri” mi diceva urlando, “Arturo sta male”». Cassandra, una labrador color miele di sei anni, e Arturo, un bassotto marrone di sette, fedeli compagni di Costanza Pacini, sono morti a poche ore di distanza l’una dall’altro sulla soglia di casa, a San Michele, per un presunto avvelenamento. Erano riusciti a sopravvivere a maltrattamenti e abbandoni. Due anni fa, attraverso il canile del Calice di Prato, avevano trovato una nuova famiglia. La seconda chance, che tutti i cani dei rifugi aspettano, l’aveva data Costanza Pacini, spalancando per loro le porte di casa.

Che siano stati bocconi col veleno ad ucciderli potrà accertarlo solamente l’Istituto zooprofilattico sperimentale di Scandicci, incaricato delle analisi su Arturo, il cui corpo è stato consegnato al centro dalla Polizia provinciale pistoiese che sta indagando sulla vicenda. L’ipotesi delle esche avvelenate, tuttavia, sembra l’unica possibile. «Quando lo abbiamo trovato – racconta la donna – Arturo tremava, aveva forti convulsioni e bava bianca alla bocca. E’ morto la mattina dopo in clinica veterinaria, dove lo avevamo portato nel tentativo disperato di salvarlo. Cassandra invece, nel primo pomeriggio di mercoledì, era già senza vita». Nel giorno della morte di Cassandra e Arturo, Pacini ha ritrovato al cancello di casa tre roselline e due biscotti per cani. Resta da chiarire se si tratti di un gesto mirato o meno. Dalle reazioni sul web sembrerebbe di no. Un messaggio lanciato attraverso le pagine facebook venerdì, e ripreso sia dalla Lav di Pistoia che dal canile di via Agati, mette in guardia i proprietari di cani su pezzi di pizza al veleno abbandonati sia nei parchi pubblici che nei terreni privati di Agliana.

«Cassandra e Arturo sono stati avvelenati mentre erano in giardino (anche se il labrador è stato ritrovato lungo la strada, probabilmente stava venendo a chiamarmi da mia sorella) e il mio non sembra essere l’unico caso avvenuto in zona – racconta Pacini – Quando i vigili sono venuti a casa mia per il sopralluogo, mi hanno informata del fatto che pochi giorni prima erano morti altri due cani nello stesso modo». Per adesso però le morti sospette ufficializzate dalla polizia municipale si fermano alle due di San Michele. La polizia provinciale sta indagando sulla vicenda. «Cassandra – ricorda la donna – era il cane di tutti i bambini, quanti palloni ha bucato per giocare con loro. Arturo era dolcissimo, un gran coccolone. Da quando è morto mio padre, a luglio, spesso andava al cimitero a trovarlo. Si allontanava verso le sei di sera, lo ritrovavo poco dopo accanto al loculo del mio babbo».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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