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Pistoia

In provincia 33 casi di esche letali meno che in passato

PISTOIA. Sono 33 i casi che riguardano le esche avvelenate arrivati sulle scrivanie della polizia provinciale pistoiese dall’inizio dell’anno ad oggi. Nel 2011 furono 39 (5 da Quarrata e 1 da...

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PISTOIA. Sono 33 i casi che riguardano le esche avvelenate arrivati sulle scrivanie della polizia provinciale pistoiese dall’inizio dell’anno ad oggi. Nel 2011 furono 39 (5 da Quarrata e 1 da Agliana per la Piana), nel 2010 55 (3 da Quarrata, 2 da Montale) nel 2009 35 (3 da Quarrata). Quasi sempre chi sparge polpette mortali utilizza lumachicida o topicida, rintracciabili con facilità in commercio. La forbice dal 2003 al 2011 oscilla tra i 35 e i 55 casi annui, ma si tratta solo di una piccola percentuale rispetto alle tante situazioni che restano sommerse. Nell’ultimo triennio 91 animali, secondo i rapporti della polizia, hanno trovato la morte per presunto avvelenamento. Ben più limitati i casi accertati in un secondo momento con analisi di laboratorio. Questo avviene soprattutto perché in pochi decidono di andare fino in fondo, attraverso gli approfondimenti diretti sul corpo dell’animale affidati all’Istituto zooprofilattico di Scandicci. I tempi, in quest’ultimo caso, non sono brevi. I risultati infatti possono arrivare anche dopo un anno, e alla fine il colpevole resta troppo spesso senza un nome. «Si tratta quasi sempre di notizie di reato contro ignoti. In tanti anni di lavoro abbiamo emesso una sola sanzione amministrativa ma – spiega il comandante della polizia provinciale, Franco Monfardini – denunciare i presunti casi resta fondamentale. Per i 33 di quest’anno abbiamo aperto un fascicolo e fatto sopralluoghi grazie anche alle guardie volontarie. Nel caso di bocconi avvelenati – ricorda Monfardini – c’è una responsabilità sia amministrativa che penale, visto che si tratta di getto pericoloso di cose e maltrattamenti, o uccisione nei casi peggiori, di animali». «Purtroppo – commenta Valeria Vitiello, volontaria del canile di Prato – finchè non sarà un bambino a prendere in bocca una polpetta avvelenata non cambierà niente». (b.f.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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