Il Tirreno

Pistoia

Cinema, accordo Dynamo-Bcc

Cinema, accordo Dynamo-Bcc

La Banca di Vignole e della Montagna disposta a finanziare la nuova sala

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MARCELLO. Erano oltre cinquecento i soci presenti alla Dynamo Camp quando il presidente Giancarlo Gori, e il direttore generale della Bcc di Vignole e della montagna pistoiese, Elio Squillantini, hanno annunciato e confermato l'intenzione della banca di collaborare attivamente con Dynamo. Da un lato la Dynamo, per bocca del direttore Roberto Orlandini, ha annunciato l'intenzione e l'ipotesi di aprire all'interno della struttura una sala cinematografica aperta al pubblico. Questa iniziativa coprirebbe un vuoto creatosi nel tempo, perché va rammentato che in montagna l'ultimo cinema attivo è stato quello di San Marcello, chiuso nel 2008 e preceduto dalla chiusura di quello di Maresca nel 1965 e, a seguire, la chiusura di quelli di Campo Tizzoro, Gavinana, Le Piastre e Pracchia. Nel giro di poco meno di mezzo secolo sono stati chiusi sei cinematografi ed oggi non c'è alcuna sala aperta. Per realizzare una nuova sala cinematografica occorrono ingenti finanziamenti da reperire fra eventuali sponsor o partner, uno dei quali potrebbe essere proprio la Bcc.

«Le difficoltà per una iniziativa, che confermo, come quella di aprire un nuovo cinema – ha spiegato Orlandini – stanno nel fatto che gli sponsor eventualmente interessati a compartecipare erogano i propri contributi in tempi che non sono immediati e coincidenti rispetto alla realizzazione delle opere. Quindi la Bcc potrebbe avere un ruolo determinante facendo da garante nei confronti dei fornitori di prestazioni». La Bcc ha annunciato che prenderà in esame la proposta, ma non solo, perché il direttore Squillantini si è dimostrato interessato anche ad un ampliamento dell'intervento nel campo imprenditoriale: «Se si creassero società interessate alla produzione, trasformazione e commercializzazione di prodotti locali, società alla Dynamo, la banca potrebbe intervenire riservando a queste imprese condizioni particolarmente favorevoli».

Insomma l'idea potrebbe essere quella di creare una filiera di aziende capaci di dar vita ad uno start-up virtuoso in grado di coinvolgere anche una parte di popolazione creando nuove prospettive occupazionali.

Sauro Romagnani

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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