Il dolore
Arrestato il truffatore dei Compro Oro
Incastrato dai carabinieri 30enne che vendeva falsi monili trattati in modo tale da superare i test
QUARRATA. Solo a un occhio esperto quei monili d’oro sarebbero potuti apparire per quello che in realtà erano: nonostante quel marchio “750 18 kt” perfettamente imitato, soltanto bracciali, collane e anelli di semplice acciaio placcato. Se poi l’acciaio in questione era trattato in modo tale da superare anche la prova dell’acido e della calamita… E di ciò, il trentenne di origini napoletane, ne aveva approfittato a piene mani, truffando diversi negozi di “Compro Oro” in mezza Emilia Romagna e, poi, in provincia di Pistoia. Fino a quando, a mettergli il sale sulla coda, non sono intervenuti i carabinieri della Stazione di Quarrata, città nella quale lo scaltro pregiudicato, che abita a Viareggio, aveva messo a segno uno dei suoi colpi, fallendone poi un secondo perché sgamato dal titolare del negozio, il cui occhio, appunto, esperto, aveva scoperto il trucco.
Dopo due mesi di indagini, i carabinieri quarratini, comandati dal luogotenente Salvatore Maricchiolo, sono riusciti a raccogliere le prove necessarie per far scattare le manette ai polsi del truffatore: su richiesta del pm titolare dell’inchiesta, Giuseppe Grieco, il gip del tribunale Patrizia Martucci ha firmato l’ordinanza di custodia cautelare agli arresti domiciliari per il rischio di reiterazione del reato. Venerdì scorso, i militari di Quarrata hanno eseguito il provvedimento. Il trentenne campano, che si trova agli arresti nella sua abitazione di Viareggio, è accusato di truffa continuata e anche di ricettazione, in quanto i falsi gioielli erano provento di un reato di contraffazione.
Spacciandoli per propri, l’uomo si presentava nei negozi specializzati nell’acquisto di oro usato per vendere i monili. Monili che erano realizzati con il più classico “oro di Napoli”. Erano infatti in acciaio, ma trattati in modo tale da superare tutti i controlli che vengono messi in atto dagli acquirenti: quello della goccia di acido, che assume una determinata colorazione se in contatto con l’oro; e della calamita, dalla quale l’oro non viene attirato. Del raggiro, i negozianti truffati se ne accorgevano soltanto dopo dieci giorni, quando, trascorso il periodo minimo imposto dalla prefettura per la fusione e il riciclo dell’oro, si armavano di fiamma ossidrica e crogiolo per trovarsi così davanti a del vile acciaio.
E’ stato grazie ai documenti che il truffatore doveva presentare per vendere i monili e al numero di targa dell’auto usata nell’occasione, che i carabinieri sono riusciti ad identificarlo dopo che il secondo negoziante di Quarrata a cui si era rivolto aveva capito che si trattava di una truffa. Quando, venerdì, i militari lo hanno arrestato, il trentenne era in procinto di partire per una spedizione in Veneto. Nella nostra provincia, oltre che a Quarrata, aveva colpito in Valdinievole, e, prima ancora, in mezza Emilia, prevalentemente a Cari e Modena. (m.d.)
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