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Il Comitato chiede la revoca del documento Asl-Arpat

MONTALE. Quarantacinque giornate da bollino rosso per la qualità dell’aria rilevata dalla centralina Arpat di Stazione dal primo gennaio al 5 dicembre, contro una tolleranza massima di 35 giorni all’a...

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MONTALE. Quarantacinque giornate da bollino rosso per la qualità dell’aria rilevata dalla centralina Arpat di Stazione dal primo gennaio al 5 dicembre, contro una tolleranza massima di 35 giorni all’anno fissata per legge. A Montale si torna a parlare di Pm10, e della relazione che esiste tra ciò che la stazione di via Pacinotti registra e ciò che l’impianto di incenerimento montalese emette. In Toscana, nel 2012, Montale è seconda soltanto alla stazione di Firenze-Mosse in fatto di polveri sottili.

Adesso il Comitato per la chiusura dell’inceneritore tira fuori un documento firmato dal dottor Michelangiolo Bolognini, scomparso improvvisamente la scorsa estate. Il dirigente medico dell’Asl il 7 marzo scorso, pochi giorni dopo l’incontro tra l’Azienda sanitaria locale e Arpat - che ha aperto le porte alla firma di un documento congiunto in cui entrambi gli enti stabilivano la scarsa incidenza delle emissioni dei forni di via Tobagi sui pessimi risultati registrati dalla centralina di via Pacinotti - mandò un «contributo istruttorio al documento congiunto Asl3-Arpat su inceneritore di Montale e polveri sottili» per esprimere il proprio rammarico sulle conclusioni firmate a quattro mani.

L’accesso all’ atto di Bolognini, richiesto lo scorso aprile dal Comitato per la chiusura, era stato negato dall’Asl. Il ricorso al difensore civico della Toscana, avanzato dal portavoce del gruppo anti inceneritorista, Alessandro Romiti, ha ribaltato il diniego dell’azienda sanitaria. Mentre l’Arpat e il direttore del dipartimento prevenzione, Pietro Gabbrielli, il 27 febbraio scorso escludevano l’eventualità di un fermo temporaneo dell’impianto di fronte ai superamenti registrati dalla centralina e dichiaravano che «l’inceneritore può produrre solo un incremento poco rilevante (contributo dell’1% per particolato primario e di circa il 23% per gli ossidi di azoto, precursori di Pm10 secondario, ndr) rispetto alle concentrazioni di polveri sottili registrate nella zona», Bolognini, smentiva tecnicamente le conclusioni dei colleghi, rammaricandosi per un'istruttoria orfana di tutte le considerazioni da lui avanzate. Il Comitato, alla luce di quanto emerso, chiede la revoca del documento a doppia firma sottoscritto il 27 febbraio 2012 (ufficializzato il 5 marzo). (b.f.)

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