La manifestazione
Sindaci mobilitati per salvare le Poste
CUTIGLIANO. C’è da attendere qualche giorno per conoscere con più certezza le sorti degli uffici postali della montagna. È quanto emerso dall’incontro di ieri fra il direttore provinciale di Poste Di...
CUTIGLIANO. C’è da attendere qualche giorno per conoscere con più certezza le sorti degli uffici postali della montagna. È quanto emerso dall’incontro di ieri fra il direttore provinciale di Poste Di Donato ed i sindaci della montagna che hanno inquadrato la questione a livello comprensoriale. «Ciò che più ci ha fatto imbestialire – spiega il sindaco Carluccio Ceccarelli – è la modalità con cui Poste ha pensato i tagli che noi stessi abbiamo appreso dalla stampa, senza essere più informati o interpellati da metà settembre. Si è proceduto comune per comune, sulla logica delle operazioni, senza guardare al territorio e alle difficoltà derivanti dalla soppressione di un servizio socialmente essenziale». Cosa evidente per l’ufficio di Pianosinatico che, pur svolgendo 24 operazioni giornaliere, serve l’intera parte alta del territorio di Cutigliano con personale che già si giostra su tre sportelli. A Piteglio rischia l’ufficio di Prunetta. Resta confermato il mantenimento di Lizzano e Gavinana, pur con orario ridotto. «Abbiamo chiesto a Poste di mantenere i servizi attuali almeno per altri due o tre mesi – prosegue Ceccarelli – quando l’unione dei comuni sarà a regime, potremo venirci incontro con risparmi in termini di affitto e rimodulazioni più logiche d’orario magari coniugate con l’impiego di alcuni giovani del servizio civile per le commissioni nei giorni di chiusura. Di Donato si è impegnato a darci risposta entro 2 o 3 giorni, speriamo positiva. Altrimenti, siamo disposti ad andare in Prefettura per forme più serie di protesta». (e.v.)
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