Il Tirreno

Pistoia

documento a governo e parlamento

Pagamenti, vivaismo nei guai

di Eugenio Fagnoni
Pagamenti, vivaismo nei guai

Il Distretto contesta la nuova normativa: «Regalo ai concorrenti»

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PISTOIA. Il Distretto Vivaistico in un documento inviato al governo Monti ed alle istituzioni parlamentari evidenzia quale è, dall’entrata in vigore dell’articolo 62 per le transazioni agricole, l’impatto della sua applicazione nel vivaismo locale. Un settore agricolo specializzato che nell’area locale è vivo da oltre 160 anni, che coltiva 5.000 ettari, grazie alle 1.200 imprese attive, con una ricaduta occupazionale complessiva di 12.000 occupati. Il 75% delle essenze locali è esportato in 50 paesi del mondo. Il prodotto florovivaistico rappresenta il 10% dell’intera filiera agricola specializzata italiana ed è pari ad 1/3 della produzione agricola toscana. Evidenziata la dimensione produttiva ed economico/sociale del vivaismo , il documento del Distretto analizza le conseguenze sul comparto dell’applicazione dell’articolo 62, sostenendo che «l’entrata in vigore provoca un drastico cambiamento nelle forme abituali, introducendo rigidità e burocrazia. La nuova norma, inoltre, non tiene in considerazione il ciclo produttivo del comparto, considerando che le piante dovrebbero essere pagate entro 60 giorni, mentre si rivendono a distanza di anni. Il mercato globale richiede anche nel nostro settore, agilità nelle decisioni, snellezza nelle forme e flessibilità nelle condizioni , proprio l’opposto di quanto sancito dall’articolo in esame».

Nel documento del Distretto quindi si precisano nel dettaglio quali sono le conseguenze dell’applicazione dell’articolo 62 che sta generando «maggiore interesse all’importazione di prodotto estero a discapito della produzione nazionale. Rallenta inoltre la conclusione di contratti di vendita; causa rinunce e riduzioni di ordini pervenuti in precedenza e riduzioni degli ordinativi in arrivo; perdita di posizione di mercato nell’esportazione perché i clienti esteri trovano produzioni in altri paesi più competitive nei termini di pagamento». Il documento, che prosegue elencando altri danni prodotti dall’articolo 62, chiede al governo ed ai ministri economici l’immediata sospensione della parte sanzionatoria della legge e un incontro urgentissimo».

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