Proteste
Bartolomei: campo nomadi a rischio allagamenti
PISTOIA. Martedì prossimo, nella riunione della commissione consiliare per l’urbanistica, si dovrebbe parlare della nuova sede prevista per il campo nomadi del Brusigliano, l’area di 20.500 metri...
PISTOIA. Martedì prossimo, nella riunione della commissione consiliare per l’urbanistica, si dovrebbe parlare della nuova sede prevista per il campo nomadi del Brusigliano, l’area di 20.500 metri quadri tra il Cespevi e l’autostrada A11.
È qui che la giunta Bertinelli ha individuato il luogo dove collocare i 16 alloggi necessari ad ospitare le famiglie che oggi vivono in pessime condizioni sanitarie e strutturali in riva al torrente Brusigliano. Una collocazione che dovrà essere abbandonata per far posto alla costruzione del nuovo ospedale e alle opere idrauliche connesse (risagomatura del Brusigliano e costruzione di una cassa di espansione).
Per recuperare le risorse necessarie, il Comune ha già posto la sua candidatura ad un finanziamento regionale ad hoc e previsto in bilancio i soldi (450.000 euro) per acquistare il terreno (di proprietà della società semplice Sciatti Antonio di Tesi Daniele & C.).
Contro la realizzazione del nuovo campo nomadi ora c’è chi solleva un’obiezione di natura idraulica. È il consigliere Alessio Bartolomei (Pistoia Futura) che aveva già criticato l’operazione perché – a suo dire – troppo dispendiosa. «Il problema – spiega Bartolomei – è che mi risulta che il terreno scelto dal Comune si trovi in parte in zona Pi3 e in in parte in zona Pi4, secondo il nuovo Pai (piano assetto idrogeologico, ndr) del bacino dell’Ombrone. Ciò vuol dire che lì c’è il rischio di allagamenti con altezza del livello dell’acqua tale da richiedere, per mettere tutto al sicuro, un innalzamento artificiale consisente di tutto il campo».
Questo, secondo Bartolomei, richiederà ulteriori spese per una operazione già di per sé molto cara.
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