Sicurezza
A macchia di leopardo lo sciopero del panino
PISTOIA. Continua la protesta dei genitori contro l'aumento delle tariffe del servizio mensa, e contro la qualità del cibo. Proprio ieri si è consumato l'ennesimo sciopero del panino, promosso dal...
PISTOIA. Continua la protesta dei genitori contro l'aumento delle tariffe del servizio mensa, e contro la qualità del cibo. Proprio ieri si è consumato l'ennesimo sciopero del panino, promosso dal Comitato Scelta Mensa. Una decisione, quella di continuare lo sciopero, affinché la protesta e il dibattito sulla questione del costo mensa non cadano nel dimenticatoio, anche in attesa delle udienze al Tar.
Ieri l'adesione allo sciopero è stata particolarmente ampia nelle varie scuole elementari pistoiesi: ad aumentare è il numero di bambini che ha mangiato il panino a scuola, o che è tornato a casa a pranzare.
Anche nelle singole classi, sono aumentati ieri i genitori che hanno deciso la ritirata dalla mensa, ma non in tutte le scuole. Alle elementari Galileo Galilei in zona Belvedere a Pistoia, erano circa 180 i ragazzi che hanno mangiato a mensa su un totale di 320 (quando di solito, dall'inizio della protesta, sono circa 200 ad usufruire del servizio mensa, su 320). Alle Galileo Galilei, come in molte altre scuole, i bambini con il panino hanno mangiato nella sala mensa, insieme a tutti gli altri che invece usufruiscono del servizio di refezione.
Ma la protesta rimane a macchia di leopardo, trovando adesioni diverse di classe in classe (in alcune classi sono 9 alunni su 22 a portare avanti lo sciopero, mentre in altre il numero cala o aumenta), e di scuola in scuola.
«Io ho esonerato uno dei miei figli dalla mensa - spiega una mamma di una classe IV, delle scuole Galilei - e l'ho fatto perché con due figli non ce la facevamo economicamente. L'agevolazione per il secondo figlio, mi è arrivata soltanto dopo che ho esonerato l'altro, quindi è stata inutile. Ho scelto l'esonero anche perché altrimenti dovrei comunque pagare gli 8 euro».
Ma tante lamentele di alcuni genitori che hanno aderito alla sciopero si basano sulla qualità del cibo. «Mia figlia non mangia nulla, e anche per questo la porto via» racconta un babbo di una terza elementare. Per i dipendenti della RistorArt finiti in cassa integrazione, alcuni genitori si dicono «dispiaciuti, ma è il sindaco che dovrebbe dispiacersi e che dovrebbe pensarci». Ma la protesta non vuole andare contro la RistorArt, anzi. «Non c'entra niente con la nostra protesta - spiega Luca Biagini, del Comitato scelta mensa - anzi, cerchiamo di stare attenti perché è una realtà economica importante. Dagli studi e le verifiche che comunque stiamo facendo da circa 20 giorni, in linea con la nostra protesta, stanno emergendo cose importanti. Una di queste per esempio, ha verificato come le grosse strutture della refezione offrano in realtà, qualità e servizio migliori».
Eleonora Ferri
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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