Il Tirreno

Pistoia

I renziani: ora le primarie per andare in parlamento

di Fabio Calamati
I renziani: ora le primarie per andare in parlamento

Riccardo Fagioli: «Stiamo per partire con la raccolta di firme per chiederle C’è un mondo intero di elettori che ha chiesto un passo indietro ai dirigenti»

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PISTOIA. «Le primarie non finiscono qui e neanche l’impegno dei “renziani” della provincia di Pistoia». Finisce così la nota ufficiale di commento all’esito del ballottaggio di domenica firmata da Riccardo Fagioli, coordinatore provinciale dei Comitati Matteo Renzi pistoiesi.

I “renziani” hanno già individuato il prossimo impegno: chiedere primarie anche per la scelta dei candidati al parlamento. «È il nostro prossimo impegno – spiega Fagioli – partiremo presto con una raccolta di firme che ha come obiettivo proprio questo. D’altronde è facile da tempo vedere come la gente si riavvicini alla politica se viene coinvolta con lo strumento delle primarie. Altrimenti prevale la scelta della delega, quella legata ai partiti del Novecento. Ma nel 2012 per coinvolgere le persone occcorre puntare con decisione su questo strumento».

Se passasse la richiesta di primarie, per Pistoia sarebbe una novità assoluta nella scelta dei candidati per le elezioni politiche. Una novità tanto più rilevante in quanto i nomi che si sentono sussurrare come possibili candidati, in provincia, appartengono quasi tutti allo schieramento “bersaniano”.

Ricordiamo i dati principali dell’esito del ballottaggio per le primarie del centrosinistra svoltosi domenica. Pierluigi Bersani, vincitore a livello nazionale, a Pistoia si è fermato al 40,8% dei consensi, contro il 59,2% di Matteo Renzi, che aveva vinto anche al primo turno. Bersani ha accresciuto i propri voti rispetto a domenica 25 novembre, recuperando la metà dei sostenitori di Vendola, ma la crescita in senso assoluto di voti non gli è bastata a strappare al rivale né l’affermazione a livello provinciale né quelle nei singoli comini, rimasti tutti fedeli al sindaco rottamatore, con le uniche eccezioni di Sambuca e Marliana, piccoli centri che però non cambiano il senso complessivo della consultazione.

In termini assoluti, hanno votato per Renzi domenica scorsa 15.772 elettori su 26.661, mentre Bersani ha raccolto 10.889 voti.

«A Pistoia – osserva Riccardo Fagioli nella sua nota – non c'è stato solo il cosiddetto "effetto toscano" di Renzi, ammesso che questa pletorica quanto grossolana e risibile giustificazione del consenso ottenuto dal sindaco di Firenze possa avere una qualche fondamento empatico, nella nostra provincia si è prima espresso e poi radicato un voto meditato e convinto».

Secondo Fagioli «un mondo di centro-sinistra ha chiesto in modo forte, nonostante tutto l'organigramma del Partito democratico pistoiese e tutti gli amministratori della provincia (escluso Edoardo Fanucci e Sabrina Sergio Gori) fossero di stretta osservanza "bersaniana" un cambio di passo e un passo indietro da parte della dirigenza nazionale, ma non solo».

Riccardo Fagioli conclude tornando sulla questione delle regole per il voto al ballottaggio. «A parte lo scandalo di aver lasciato fuori dalla porta dei seggi migliaia di persone che volevano partecipare alla grande festa delle primarie – scrive Fagioli – siamo riusciti in un'altra cosa inqualificabile. Abbiamo commesso azioni offensive e non giustificabili verso soggetti malati e in difficoltà e abbiamo scaricato la responsabilità di tutto ciò sulle spalle dei volontari dei seggi che si sono trovati, loro in buona fede, a dover respingere aspiranti votanti in buona fede anch'essi». Fagioli, come fiduciaro di Matteo Renzi, ha anche partecipato alla riunione della commissione provinciale che nella notte di venerdì ha respinto quasi tutte le 1.500 richieste arrivate, abbandonando per protesta la riunione prima della fine.

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