Sicurezza
Renzi supera Bersani in quasi tutti i Comuni
Il segretario Pd riesce a recuperare oltre 1.400 voti rispetto al primo turno ma il sindaco di Firenze limita le perdite. Calo dell’affluenza al voto del 7,5%
PISTOIA. La provincia di Pistoia rimane solidamente in mano ai renziani, anche dopo il turno di ballottaggio che ha visto il recupero di Pierluigi Bersani. Il sindaco di Firenze infatti si aggiudica nettamente la conta finale con il 59,2% dei consensi contro il 40,8% del segretario generale Pd.
Il voto è stato caratterizzato da una flessione nel numero degli elettori presentatisi alle urne. Fenomeno del resto previsto e prevedibile nei secondi turni, non solo delle primarie. Complessivamente in provincia hanno votato 26.661 elettori contro i 28.829 di una settimana fa. In termini assoluti fa una differenza di 2.168 votanti, in percentuale si tratta del 7,5%. All’inizio della giornata sembrava che la fuga dalle urne avesse dimensioni più vistose, poi nel corso del pomeriggio l’affluenza è risalita.
Questo comunque non ha impedito una chiusura regolare delle operazioni di voto. E già attorno alle 20,30 nella sede della commissione primarie, in via Bonellina, hanno cominciato ad affluire i responsabili dei seggi con gli scatoloni di schede e verbali che presto hanno intasato tutti gli spazi a disposizione. Sono seguite un paio di ore di grande lavoro, ma grazie soprattutto alla fatica dei tanti volontari e delle impiegate del Pd, i computer attorno alle 23 hanno prodotto il quadro dei risultati finali del ballottaggio. Visi stanchi ma tutto sommato distesi, in via Bonellina. Il rischio di una contestazione di massa ai seggi da parte dei renziani delusi, pur paventato alla vigilia, è rimasto tale. Anche se sicuramente una buona dose di veleni nella vita del Pd queste primarie la lasceranno.
Tornando ai risultati, la rimonta di Bersani si misura bene con i voti assoluti: 1.461 consensi in più nelle urne di ieri rispetto a quelle di domenica scorsa, quando i voti totali per Bersani furono 9.428, il che porta il totale delle schede a 10.889.
Evidentemente il segretario Pd si è giovato dell’appoggio di una parte dei voti lasciati liberi da Vendola e Tabacci, ma non è riuscito a incassarli tutti, neanche facendo la tara, anche per questi, con il calo dei votanti. Il gruzzolo potenziale, infatti, per Bersani ammontava in provincia a circa 2.300 voti. Invece, come detto, hanno cambiato indirizzo solo 1.461 schede, un po’ più della metà.
Sull’altro fronte, Matteo Renzi ha fatto registrare 15.772 voti, contro i 16.178 del primo turno. Uno slittamento di 2.168 consensi, segno che il calo dei votanti ha aperto qualche vuoto anche tra gli aficionados del sindaco rottamatore. Ma alla fine solo un calo del 2,5% rispetto alla volta precedente, come dire che Renzi ha saputo contenere i danni della disaffezione ai seggi.
D’altra parte il conto dei comuni conquistati è eloquente: nella sfida a due a Bersani riesce il capovolgimento di fronte soltanto in due centri, a Sambuca e a Massa e Cozzile. I principali centri (a partire dal capoluogo, per proseguire con Quarrata, Montecatini, Monsummano, Pescia, Agliana) rimangono fedeli a Renzi.
Nel comune capoluogo le dinamiche a livello provinciale si ripetono tutte: Renzi è sempre primo con il 56,6% contro il 43,4 di Bersani, laddove al primo turno il sindaco di Firenze aveva incassato il 51,3 e il segretario Pd il 43,4. Ma la prospettiva giusta è quella dei voti assoluti: ecco allora che, un po’ a sorpresa, Renzi vince guadagnando ulteriori consensi rispetto al primo turno (quindi annullando del tutto l’effetto calo votanti e andando anche oltre): difatti in città alla fine sono state 5.152 le schede siglate Renzi, contro le 5.092 di domenica scorsa. Ovviamente più forte la rimonta di Bersani, che incassa 3.951 voti totali, 628 in più della scorsa settimana.
Un rapido sguardo ai voti per seggio consente di verificare che solo in due casi (come la scorsa volta) Bersani è davanti al rivale: il solito Santomoro e San Felice (mentre Pracchia, che al primo turno regalò la vittoria a Bersani, stavolta – per un solo voto – ha issato la bandiera del rottamatore. A Quarrata la buona rimonta di Bersani (che aumenta i consensi di 62 unità) non basta a frenare l’affermazione di Renzi, che nella capitale del distretto del mobile tocca la percentuale più alta di tutta la provincia, con il 70,6%.
A San Marcello, infine, si registra uno dei risultati migliori per Bersani, che risale al 48% incassando 31 voti in più. Renzi scende di 27 ma rimane sempre davanti all’avversario, con il 52% dei consensi.
Passando in Valdinievole, il comune in cui il sindaco di Firenze è più forte rimane Larciano, riconquistata al ballottaggio con il 64,8% dei consensi. Schiacciante la superiorità di Renzi anche a Lamporecchio (61,3 contro 38,7). Detto di Marliana, che cambia bandiera scegliendo al ballottaggio Bersani (ma è l’unico luogo dove succede, in Valdinievole), a Montecatini Bersani sale da 436 a 602 consensi, mentre Renzi scende da 775 a 661 voti. Ma il comune termale rimane comunque a quest’ultimo.Altri servizi da pagina 2 a 7
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