Il Tirreno

Pistoia

Sì a 4 domande su 1.500: ed è bufera

di Bernardo Carradori
Sì a 4 domande su 1.500: ed è bufera

Il garante dei renziani abbandona la riunione della commissione primarie: «Qui si stanno violando i regolamenti»

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PISTOIA. Il fair play iniziale tra supporter di Renzi e Bersani era solo la quiete prima della tempesta. Si scatena la bufera sulle decisioni prese dalla commissione per le primarie di Pistoia. Solo 4 su 1.500 le richieste di voto per il ballottaggio accettate dalla commissione; il garante per Renzi, Ricardo Fagioli, abbandona la riunione indignato e presenta ricorso: esplode la polemica.

È’ questo l’esito della riunione tenutasi ieri notte nella sede del Pd di via Bonellina, durante la quale i tre commissari hanno vagliato le domande presentate dai cittadini pistoiesi. La quasi totalità delle domande è stata ritenuta inaccettabile. Mille di queste richieste, arrivate per posta elettronica, sono state cestinate in tronco dalla commissione, senza essere nemmeno aperte: secondo loro provenivano da un unico server: www.domenicavoto.it. I renziani non ci stanno, per loro è un broglio pre-elettorale.

Il presidente della commissione però, l’ex sindaco di Monsummano Giuliano Calvetti, assicura che tutto è avvenuto nel massimo rispetto delle regole. Sottolinea poi che tra i criteri di valutazione non sono state considerate le documentazioni accluse alla richiesta, ma solo la completezza delle dichiarazioni, che dovevano essere ben argomentate. «Ad esempio – spiega Calvetti – non conta se qualcuno è stato in Kenya per mezzo mese e può dimostrarlo, aveva comunque avuto la possibilità di iscriversi prima di partire. Aggiungo che il sospetto che la maggior parte delle domande fossero da scartare ci è venuto subito, perché erano uguali nella forma, nel contenuto e nella grafica. Secondo me erano riconducibili ad un indirizzo presumibilmente collegabile a Matteo Renzi. Comunque ci siamo fatti fare una relazione da un esperto di informatica. Le motivazioni erano analoghe: si limitavano ad citare un’impossibilità indipendente dalla volontà del mittente».

«Temete la partecipazione – contrattacca Fagioli – la luce della democrazia si trasforma in un’ombra opprimente. La volontà degli elettori è stata trascurata. Ben poco di quello cui ho assistito mi ha fatto pensare alla parola ‘’garanzia’’». Nel documento che Fagioli ha presentato al presidente Calvetti dopo l’abbandono della riunione si legge: «Dichiaro che in questa sede si sta violando l’art. 3 dei Principi Regolamentari delle Primarie, nonché l’articolo 26 bis che prevede la lettura e l’esame di tutte le richieste. È una concreta violazione della volontà di 1500 pistoiesi».

«Non mi interessa – taglia corto Calvetti – facciano pure ricorso. Il mio compito adesso è un altro. Infatti stiamo rispondendo ai cittadini singolarmente, inviando una e-mail per ogni richiesta. In essa è spiegata la motivazione del rifiuto, causato, il più delle volte, da una motivazione ritenuta non sufficiente».

Anche Riccardo Trallori , garante per Bersani durante la riunione, appoggia Calvetti. «Accetto le decisioni prese dalla commissione, – dichiara Trallori – i renziani creano solo caos, intralceranno sicuramente le elezioni. Sicuramente si presenteranno al seggio anche coloro che si sono visti rifiutare la richiesta».

La presidente della Provincia, Federica Fratoni, si fida delle decisioni della commissione, e commenta: «Essere democratici vuol dire rispettare le regole, non ammettere che diventi una votazione di massa. E’ molto indicativo il fatto che mille di quelle richieste provenissero da un unico server. So che alcune tra le motivazioni addotte erano davvero impresentabili. I renziani stanno conducendo una campagna scorretta».

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