Il Tirreno

Pistoia

Sarà processato il titolare di Doganaccia 2000

di Massimo Donati
Sarà processato il titolare di Doganaccia 2000

Il gup accoglie la richiesta della procura per Sergio Ceccarelli L’accusa è di omicidio colposo per la morte di uno sciatore senese nel 2009

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CUTIGLIANO. Aveva cercato di soccorrere l’amico, caduto nella scarpata, ma, a sua volta, era stato tradito dal ghiaccio. E non era riuscito ad arrestare la sua tragica corsa verso la morte. Scivolato nel dirupo per alcune centinaia di metri, Mirco Federici aveva ripetutamente sbattuto contro gli alberi. Era la mattina del 13 febbraio 2009 quando il 35enne sciatore senese, originario di Latina, aveva perso la vita. Venerdì mattina, con l’accusa di non aver predisposto tutte le precauzioni indispensabili per prevenire proprio questo genere di incidenti, è stato rinviato a giudizio per omicidio colposo Sergio Ceccarelli, 66 anni, titolare della “Doganaccia 2000 srl” e responsabile delle piste del comprensorio teatro della fatale caduta.

Ceccarelli, difeso dall’avvocato Andrea Niccolai, è comparso davanti al giudice dell’udienza preliminare che, accogliendo la richiesta della procura, ha fissato il processo davanti al giudice monocratico del tribunale per il prossimo 25 giugno. Parti civili si sono costituiti la moglie, il fratello e i genitori della vittima.

Il 13 febbraio di tre anni fa Mirco Federici stava sciando in compagnia dell’amico Ludovico Susani alla Doganaccia. Erano stati giorni di abbondanti nevicate e grande freddo. Ad un certo punto i due si erano accorti di aver imboccato per sbaglio la pista “Direttissima” ed erano tornati indietro risalendo lo stradello di collegamento che li avrebbe riportati sulla “Panoramica”. Ma qui erano stati traditi dallo spesso strato di ghiaccio: prima era caduto Susani, che, a causa della mancanza di reti di protezione, era scivolato nella scarpata per qualche metro, poi, nel tentativo di aiutarlo, era toccato a Federici, che era scivolato invece per quasi cinquecento metri. Inutile ogni tentativo di soccorso dopo i violenti impatti contro i tronchi degli alberi.

Sergio Ceccarelli è accusato di aver omesso «di posizionare lungo i tracciati di discesa che presentavano situazioni di possibile pericolo, in considerazione delle abbondanti nevicate (che avevano coperto integralmente le preesistenti protezioni, segnali e indicazioni) e del ghiaccio lungo i pendii, elementi di protezione e contenimento di cadute idonei a garantire la sicurezza degli sciatori, nonché idonea nuova segnaletica che informasse dell’esatto percorso dei tracciati e dei pericoli presenti ai lati e nelle immediate vicinanze degli stessi».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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