La protesta
Bujani: «Un errore quei paletti frutto della paura di perdere»
PISTOIA. «In gioco non c'è la vittoria di Coppi o di Bartali; il voto di domenica dovrà scegliere fra da una parte la solita classe dirigente chiusa, fatta da "amici" e "di amici degli amici", e...
PISTOIA.
«In gioco non c'è la vittoria di Coppi o di Bartali; il voto di domenica dovrà scegliere fra da una parte la solita classe dirigente chiusa, fatta da "amici" e "di amici degli amici", e dall'altra parte una nuova classe dirigente che cambierà o almeno tenterà di cambiare le cose e abbattere il potere vecchia maniera, potere che, seppure anagraficamente giovane, è comunque vecchio dentro, tutto rivolto ad assicurarsi un posto ed a escludere chi non è catalogato e intruppato».
Sono giudizi netti quelli che arrivano a proposito dei duellanti per il ballottaggio del centrosinistra dall’avvocato Ermanno Bujani, noto professionista di estrazione politica cattolica e ora aderente al Pd.
Bujani inizia la sua lettera rilevando «con orgoglio» come la scelta delle primarie abbia il merito di aver fatto «riscoprire alla gente la passione per la politica». Aggiunge subito dopo che grande parte del merito di questo successo va Matteo Renzi. «Egli ha reso consapevoli i cittadini, all'interno e all'esterno del partito, che il nostro Paese può ancora risollevarsi dalla grave situazione di crisi economica, etica e sociale, solo con il ritorno della partecipazione, diretta o indiretta, alla cosa pubblica da parte di tutti. Questa è la democrazia, non le continue risse e le polemiche cui siamo stati costretti ad assistere negli ultimi anni».
Poi, però, sono arrivati i paletti per il ballottaggio, che «non rappresentano una reale esigenza di legalità, bensì sono il frutto della paura. Sono un mezzo strumentale ed una chiara manovra a difesa del segretario nazionale. Retaggio di un modello di partito antico, chiuso su se stesso, centralista e arcigno, che non appartiene all'area culturale e ideale da cui provengo, cioè quella del popolarismo cattolico». Un errore, quindi: «saremo puniti continuando con questa rigidità ottusa».
Tabacci. Il coordinatore provinciale dei Comitati Tabacci di Pistoia, Giorgio Federighi, ricorda che i sostenitori dell’assessore comunale milanese, uno dei tre candidati alle primarie sconfitti al primo turno, ha promosso e incoraggiato, al ballottaggio, l’espressione di voto in appoggio a Pierluigi Bersani.
«Sono convinto – queste le parole di Tabacci – che la candidatura dell’onorevole Bersani per impostazione politica, per contenuti programmatici e per sensibilità istituzionale, sia la più adeguata a guidare uno schieramento di centrosinistra per un governo del paese nel 2013. Una coalizione affermata con chiarezza davanti agli elettori e così impostata ha bisogno sia della componente progressista, sia di una gamba di centro».
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