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«Non perderemo posti di lavoro»

«Non perderemo posti di lavoro»

Comune unico, la Cgil definisce allarmistiche le voci di esuberi

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PISTOIA. Comune unico, la Cgil si inserisce nella discussione con una serie di riflessioni: «Da diversi anni - ricorda Andrea Brachi, della segreteria Cgil Funzione pubblica - la nostra organizzazione auspica sia la costituzione di gestioni associate di servizi fra enti locali che la possibilità di effettuare una riduzione rilevante del numero dei Comuni. Forse l’unica soluzione per mantenere la qualità e la quantità dei servizi e delle attività dei piccoli Comuni, messi a repentaglio dalle manovre finanziarie di questi ultimi anni».

La Cgil definisce “allarmismi” le considerazioni sui possibili esuberi di personale negli enti coinvolti. «Allarmismi che sono frutto, probabilmente, della scarsa conoscenza della materia: il decreto che stabilirà i parametri per gli esuberi negli enti locali verrà emanato entro la fine dell'anno e non ha niente a che vedere con i parametri relativi agli enti dissestati, utilizzati nelle dichiarazioni di stampa del sindaco di Sambuca», replica il sindacato. Che aggiunge: «Siamo invece convinti che non si perderanno posti di lavoro (non è mai successo in tutti gli accorpamenti già realizzati in varie parti del nostro Paese) e che si potrà meglio utilizzare il personale riconoscendo loro più professionalità e nel contempo dando maggiori risposte ai bisogni dei cittadini, potenziando soprattutto quei servizi più vicini alle fasce deboli della nostra popolazione».

«Ci preme però ricordare - aggiunge la Cgil Fp - che i Comuni della montagna pistoiese hanno perso un'occasione molto importante quando, alla fine del giugno scorso, hanno deciso (unici in Toscana insieme all'isola d’Elba!) di non seguire quanto previsto dalla legge regionale e di non avviare il percorso di trasformazione in Unione speciale dei Comuni, scaricando la responsabilità di gestire il futuro della Comunità Montana ad un ente terzo, la Provincia. L'Unione dei Comuni, oltre ad essere arricchita dalle importanti deleghe della Comunità Montana, avrebbe costituito un buon banco di prova per la sperimentazione di una gestione unica dei servizi del territorio montano».

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