Italia
«Mi teneva per il collo e l’altro rubava»
Rapina in un bar-alimentari di Corbezzi gestito da due anziani coniugi. Caccia a una coppia di giovani banditi stranieri
PISTOIA. «Basta, io chiudo bottega. Non m’importa nulla, non se ne può più di stare qui con la paura: con la paura addosso non si va da nessuna parte».
È scoraggiato Luciano Ciuti, dopo quello che gli è successo, e sulla spinta emotiva è portato a pronunciare parole che, sicuramente, dopo averci dormito sopra, si rimangerà: nonostante la rapina appena subita, al mattino tornerà dietro il bancone del bar alimentari che ormai da 58 anni gestisce insieme alla moglie Lucia a Stazione di Corbezzi. Anche se la paura questa volta è stata tanta.
Erano da poco passate le cinque di ieri pomeriggio quando due giovani stranieri, dopo aver consumato un caffè fingendosi clienti, lo hanno aggredito per poi svuotargli la cassa e fuggire con un bottino di circa 150 euro. Il signor Luciano, 85 anni, in quel momento era da solo dietro al bancone. La moglie Lucia, 77, era appena salita in casa per preparare la cena: «Se fossi stata giù avrei preso il randello che tengo apposta là dietro e ci avrei pensato io» dice.
I due rapinatori – sui 25 anni, magri, ben vestiti, stranieri, dell’est europeo – erano già stati una quindicina di giorni fa nel bar. «Uno di loro entrò per chiedere se avevamo le sigarette – raccontano marito e moglie – Visto che non le avevamo, prese una pasta. Voleva pagare con 50 euro ma ci accorgemmo che erano false e gli dicemmo che non avevamo il resto. Dopo poco tornò con l’altro, che era rimasto in macchina, per pagare».
Probabilmente, i pochi soldi che avevano visto in cassa al momento di pagare li avevano spinti a rimandare il colpo. E ieri i due sono tornati.
«Di solito, all’ora di pranzo, li levo sempre i soldi dalla cassa – spiega il signor Luciano mentre tiene in mano gli occhiali che uno dei malviventi gli ha rotto mentre lo teneva fermo da dietro per dare modo al complice di arraffare il denaro – Ieri non l’ho fatto. E nemmeno ieri sera. E poi un cliente mi aveva anche saldato il conto. C’erano circa 150 euro».
I due hanno preso un caffè e sono entrati in azione.
«Una è venuto qui accanto alla cassa e mi ha preso da dietro per il collo, in modo da non farmi scappare. E quell’altro a preso i soldi. Poi sono scappati. Io gli sono corso dietro. “Vigliacchi, vigliacchi” gli urlavo».
«Io ero su e ho sentito la porta che veniva sbattuta – aggiunge la signora Lucia – E poi lui che gridava, e sono scesa subito. Li ha inseguiti fino al piazzale della stazione, dove sicuramente avevano lasciato la macchina».
Marito e moglie, rientrati in negozio, hanno telefonato subito ai carabinieri.
«È andata bene, gli occhiali si riparano – aggiunge Luciano Ciuti – Ma il fatto è che quassù non c’è rimasto più nessuno, qui viene gente mai vista, accanto a noi non c’è rimasto più nessuno. E abbiamo paura».
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