Gioco
La Comunità porta alla Provincia una dote di 1,7 milioni di euro
La presidente Fratoni: «Quell’avanzo è tutto da dimostrare, abbiamo costituito un fondo separato» Fra i 54 dipendenti assorbiti anche i due dirigenti sanzionati, ma svolgeranno compiti di supporto
MARCELLO. Da oggi la Comunità Montana è ufficialmente estinta. Il presidente della Provincia (e commissario straordinario Federica Fratoni) ha già predisposto tutte le pratiche necessarie al passaggio d’eredità alla Provincia dove sono confluiti tutti i rapporti attivi e passivi: dal personale, al bilancio, alle tre deleghe fondamentali. Insomma, il pacchetto completo. Le relative delibere hanno passato giovedì la ratifica del consiglio. I 54 dipendenti dell’ente sono già trasferiti alla Provincia: i 40 operai esterni dipendono dal servizio tutela ambientale, i 14 interni, fra cui i dirigenti Roberto Fedeli e Rosa Apolito, sono suddivisi fra vari uffici a seconda delle specializzazioni. Sulla carta appare tutto semplice. Ma nella pratica dove saranno sistemate queste persone?
«Intanto viene mantenuto il presidio in montagna nella sede attuale – ha spiegato Fratoni – lì resta la gestione del demanio agricolo-forestale montano con le risorse umane: operai, guardie forestali e personale amministrativo. Il servizio è sotto la responsabilità di Fedeli, inquadrato come dirigente di staff del dirigente responsabile ultimo Merendi. Due persone sono a Pistoia da tempo, una al patrimonio, l’altra all’agricoltura. La difesa del suolo passerà sotto l’ingegner Valori. Apolito avrà il compito di dirimere e sciogliere le convenzioni fra comuni e comunità montana. Ci sarà uno spacchettamento delle deleghe ed una riorganizzazione per evitare traumi e garantire una presenza sulla montagna. Può darsi che alcuni dipendenti debbano scendere qualche giorno a Pistoia per gli opportuni raccordi. In questa fase abbiamo preferito mantenere la gestione unitaria che l’ente svolgeva di alcune funzioni provinciali». I due dirigenti, su cui pende una sanzione di licenziamento da parte dell’Ufficio per i procedimenti disciplinari, restano nelle file della Provincia. «A carico dei due dirigenti non è stato determinato un licenziamento immediato, ma un trattenimento in servizio di un anno con un licenziamento per l’avvenire. I due hanno fatto ricorso e io li devo far lavorare in attesa che il giudice si pronunci. Sono inquadrati come dirigenti di staff, in supporto ai responsabili ultimi del servizio ambiente nel caso di Fedeli e della presidenza per Apolito». Quanto alla contabilità, si scoprono due maggiori entrate: 791mila euro, cui si aggiunge il fondo di cassa di 943 mila euro. «Si potrebbe pensare che la Provincia ha fatto un affare – scherza Fratoni – la contabilità non è risultato diretto dell’ammanco. Fra le partite contabili da verificare si possono nascondere delle insussistenze. Così con le due maggiori entrate (1 milione e 700mila euro) abbiamo costituito un fondo svalutazione crediti, per coprirci le spalle dal rischio. Con l’assestamento, abbiamo iscritto le voci della Comunità nel bilancio provinciale, pur mantenendo una certa separatezza. Mi sarei aspettata di avere già una quantificazione dell’ammanco. Quando ce l’avrò, non starò con le mani in mano per recuperare i soldi sottratti».
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