Il dolore
Antonio bussa: ecco le mie carte
Anziano, malato, ha riscoperto la passione politica grazie al sindaco di Firenze
PISTOIA. Sede del Partito democratico. È qui che da giovedì fanno capo tutti coloro che domani vogliono votare. Qualcuno arriva di persona; tanti, i più, scrivono mail.
Ore 15,30 di ieri, qualcuno bussa alla porta, è un uomo anziano, dice di chiamarsi Antonio Di Maio. «Permesso, sono venuto a presentare la richiesta per votare al ballottaggio…» annuncia titubante. «Deve tornare alle cinque, è troppo presto» rispondono da dentro. Gli cadono le braccia. «Non posso tornare, ho già fatto un sacrificio per essere qui adesso». Già gli spuntano le lacrime agli occhi. Il motivo del suo sconforto viene svelato subito dopo. «Sono stato a lungo ricoverato. Anche mia moglie è a letto da due mesi, malata. Mio figlio poi è disabile: ci tengo molto che voti anche lui. Non ci siamo potuti iscrivere, ho portato tutti i documenti che lo dimostrano» spiega con la voce rotta mostrando un fascicolo di attestati medici.
La signorina è già persuasa: «Mi dia pure le carte, non importa che torni alle cinque». Ma lui continua, è un fiume in piena: «Seguiamo le trasmissioni televisive tutte le sere, ci siamo appassionati alla vicenda di queste primarie. Mi piacerebbe tanto votare perché la democrazia è una cosa bellissima. Avevo perso fiducia nella politica, ma da quando è arrivato quel ragazzino (dice riferendosi a Renzi, ndr) l'ho ritrovata».
Lo faranno votare? Antonio è convinto: «Ma certo, perché ho tutte le carte giuste!». (b.c.)
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