Il Tirreno

Pistoia

Assolto ispettore dei vigili urbani

Era accusato di aver preteso soldi da due ristoratori per evitar loro problemi

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PISTOIA. Assolto il vigile urbano accusato di estorcere mazzette ai ristoratori per cancellare verbali ed evitare loro ulteriori guai durante le ispezioni annonarie. Il tribunale collegiale (presidente Luciano Costantini, a latere Laura Bonelli e Vanessa Rocchi) ha assolto Maurizio Capecchi, 64 anni, vigile urbano oggi in pensione, con la formula “perché il fatto non sussiste”. Capecchi era difeso dall’avvocato Andrea Mitresi. La procura aveva invece chiesto una condanna a 4 anni e mezzo. La vicenda risale al 2008 ed era nata dalle accuse formulate da un noto ristoratore, Pietro Saracino, titolare tra l’altro del ristorante pizzeria “Da Piero” in via Pacinotti. Saracino aveva sostenuto che Maurizio Capecchi in diverse occasioni aveva preteso da lui mazzette di 3-500 euro per evitargli “problemi” durante i controlli annonari che lui stesso dirigeva e per cancellare dei verbali già fatti a carico dell’imprenditore. Soldi in alcuni casi solo promessi, altre volte effettivamente versati. Il tutto, secondo il capo di imputazione, si sarebbe svolto tra l’aprile del 2002 e l’ottobre 2005. Non solo: l’ispettore annonario era accusato di aver riservato lo stesso trattamento anche ad un altro ristoratore, Piotr Patalas, titolare di un esercizio commerciale in via del Lastrone che in precedenza era stato di Saracino. In questo secondo caso Capecchi non sarebbe riuscito a farsi consegnare il denaro perché l’imprenditore rifiutò di sottomettersi, anche dopo la chiusura temporanea dell’esercizio commerciale. Al termine della fase istruttoria la Procura della repubblica aveva in realtà chiesto l’archiviazione nei confronti dell’ispettore. Il pm Francesco Boccia, in particolare, aveva sottolineato l’assenza di riscontri oggettivi alle accuse, a parte le dichiarazioni del ristoratore e dei suoi familiari. Ma il giudice delle indagini preliminari Ernesto Covini aveva respinto, imponendo al pm la formulazione del capo di imputazione. Così Capecchi era stato rinviato a giudizio dal gup Matteo Zanobini. Il suo accusatore, Pietro Saracino, si era costituito parte civile, rappresentato dall’avvocato Elisabetta Vinattieri. Le udienze sono state caratterizzate soprattutto dalla lunga sfilata di testimoni a carico e a difesa dell’imputato. Tra i primi, molti familiari di Pietro Saracino, che hanno confermato le accuse. Dalla sua parte, Capecchi ha avuto invece le testimonianze di diversi suoi colleghi, che hanno attestato come i controlli effettuati da Capecchi fossero del tutto regolari.

Fabio Calamati

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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