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Orlandini: «Comune unico e Unione, troppa confusione»

MARCELLO. «L'indagine condotta nei giorni scorsi da Il Tirreno ci ha fatto riflettere e capire che c'è confusione sul tema del Comune Unico. Le persone non hanno ben chiara la differenza esistente...

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MARCELLO. «L'indagine condotta nei giorni scorsi da Il Tirreno ci ha fatto riflettere e capire che c'è confusione sul tema del Comune Unico. Le persone non hanno ben chiara la differenza esistente fra la fusione dei Comuni (Comune Unico) e l'Unione dei comuni. È il momento di fare chiarezza». Lo dice Roberto Orlandini, coordinatore del comitato per la fusione dei comuni. Riepiloghiamo noi i termini del discorso cercando di semplificare quanto disposto per legge. La fusione dei comuni, significa che i quattro comuni Abetone, Cutigliano, Piteglio e San Marcello Pistoiese si trasformano in un solo comune, appunto il Comune Unico. Con questa scelta cesseranno dalla carica gli organi dei precedenti comuni: sindaci, giunte e consigli comunali. Il Comune unico che nascerà avrà un sindaco, una giunta ed un consiglio comunale. La fusione, cioè il Comune unico, è disposta con legge regionale che prevede prima della sua approvazione un referendum fra tutti i cittadini residenti nei comuni interessati. Mentre

L'Unione dei comuni dà origine ad un nuovo ente che avrà un presidente individuato fra i sindaci dei quattro comuni, una giunta, in cui gli altri sindaci saranno gli assessori, e un consiglio composto dai sindaci e consiglieri. Il nuovo ente si dovrà dotare di tutte le strutture e del personale per gestire le funzioni che i comuni affideranno all'Unione. Rimarranno in vita quindi i quattro comuni con tutte le loro strutture più ci sarà un nuovo ente.

«Quest'ultimo ente, cioè l'Unione dei comuni, è un po' come il condominio dove ogni singolo comune deve decidere nel proprio consiglio prima di prendere le decisioni in sede di Unione» commenta Orlandini. Sul tema del Comune Unico, Orlandini vuole aggiungere anche un chiarimento sul delicato problema del personale emerso dal dibattito di questi ultimi giorni: «È bene ribadire con chiarezza che nessuna riduzione di personale è prevista dall'attuale normativa con l'introduzione del Comune unico. Anzi sottolineo che col Comune unico sarà più facile ottenere maggiori deleghe, quindi disponibilità di fondi, e maggiori finanziamenti». Altri vantaggi? «Notevoli. Oltre quelli accennati, una riduzione effettiva dei costi della politica, un aumento invece del peso politico. Una semplificazione e snellimento delle procedure burocratiche. Servizi più economici e una maggiore specializzazione del personale. Come vede non è poco».

Sauro Romagnani

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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