Il Tirreno

Pistoia

Da laboratorio a impresa, La Molina cresce e cambia casa

di Beatrice Faragli
Da laboratorio a impresa, La Molina cresce e cambia casa

Un edificio da 1200 metri quadrati e venti dipendenti per i cioccolatai Lunardi e la manager Cafissi

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QUARRATA. Più buono del cioccolato, c’è soltanto il cioccolato d’autore che ama l’arte, sposa l’impresa e non rinuncia all’artigianalità degli esordi. La Molina di Quarrata, cioccolateria dei fratelli Riccardo e Massimiliano Lunardi, dell’artista e designer toscano Riccardo Fattori e della manager pratese Elisabetta Cafissi, amplia l’organico e cambia “casa”. La nuova “fabbrica del cioccolato” è in via Bologna, in un edificio degli anni Settanta a base pentagonale (uno dei 5 presenti in tutta Italia, spiegano dall’azienda) completamente recuperato per ospitare i maestri cioccolatieri quarratini conosciuti nel mondo.

I 1200 metri quadri scelti dal team de “La Molina” in risposta alla crescente domanda di tavolette, cretti, cioccolatini e mattonelle, vestiti dall’estro di Fattori, sono ricoperti da una cupola color cioccolato. E la magia è fatta: il vecchio stanzone abbandonato diventa una gigantesca pralina. I venti dipendenti dell’azienda sono già al lavoro nel nuovo laboratorio di via Bologna, mentre per l’apertura dello store e la vendita diretta ci sarà da aspettare ancora qualche giorno. Il negozio aprirà infatti i battenti sabato pomeriggio.

All’interno dell’edificio appena inaugurato, c’è anche uno spazio a vetri adibito a show room. In due anni, con l’entrata in scena dell’imprenditrice pratese, Elisabetta Cafissi, nell’azienda, “La Molina” da laboratorio artigianale è diventata impresa. Oggi conta 20 operai. Domenica anche il Corriere Fiorentino gli ha dedicato un articolo.

Il tasso di crescita del fatturato registrato dal 2010 in poi oscilla tra il 15 e il 20%. «La nostra – spiega Cafissi – è una scommessa di crescita. Proprio per rispondere a una domanda in costante aumento, abbiamo assunto 6 persone in più e raddoppiato gli spazi. Si è trattato di un investimento consistente ma necessario. La mia azienda di gestioni immobiliari ha acquistato e ristrutturato l’immobile, affittato poi da “La Molina”».

Galeotto, per l’imprenditrice di Prato, fu proprio l’assaggio del cioccolato firmato Lunardi. È così che la Cafissi, nel 2010, ha fatto il suo ingresso in scena nella cioccolateria, diventandone la manager dopo esser stata impegnata per diversi anni nel tessile pratese, con l’azienda di famiglia. «Non ho guardato i numeri o le quote di mercato, ma le potenzialità che si esprimevano in ogni singola pralina» spiega la manager. Un’avventura, quella dei fratelli Lunardi, che dura ormai da un decennio. Nata dalle buoni tradizioni di famiglia, la sfida dei maestri quarratini ha il volto «rassicurante di una donna ritratta in un cammeo» e il nome della cioccolataia di Maria Teresa d’Austria, chiamata la Molina perché col “molinillo” preparava alla moglie del Re Sole la cioccolata in tazza.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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