Il Tirreno

Pistoia

Scuola, 500 alla protesta ipotesi di occupazione

di Bernardo Carradori
Scuola, 500 alla protesta ipotesi di occupazione

Gli studenti delle superiori si sono ritrovati nei giardini di Monteoliveto per iniziative tematiche distribuite in quattro diversi gruppi di lavoro

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PISTOIA. Protestare o non protestare? Questo è il problema. Gli insegnanti, con il dietrofront di una parte dei sindacati, hanno dimostrato di non esser troppo convinti. Non è così per i chi sta dall’altra parte della cattedra, gli studenti, che non hanno avuto dubbi sull’ assemblea delle scuole di ieri: erano presenti nei giardini di Monteoliveto tutti gli istituti della provincia. Oltre cinquecento studenti si sono riuniti dalle otto alle undici per dire no al governo dell’austerity, ai tagli all’istruzione e allo sfruttamento dei docenti. Unici assenti all’appello l’Istituto Professionale Pacinotti, l’Istituto Agrario De’ Franceschi e le scuole di San Marcello.

Non è stata la solita scusa per saltare le lezioni in massa, né tantomeno è stata un’iniziativa improvvisata. Durante la settimana infatti hanno preceduto l’assemblea cinque riunioni di confronto tra le varie scuole. Ogni pomeriggio dalle quindici alle venti i vari rappresentanti degli studenti si sono messi d’accordo su come strutturare la mattinata. Si sono creati quattro gruppi di lavoro, ognuno dei quali aveva il compito di sviluppare un diverso argomento: due di matrice teorica e due pratica. Oggetto del primo erano le manifestazioni, quali tipi esistono e a cosa servono; un altro si occupava di tematiche strettamente scolastiche come l’interazione fra studenti, le difficoltà di chi ha una disabilità e le strutture carenti. Infine gli ultimi due hanno sviluppato i temi della scuola a livello provinciale e nazionale, con le relative proposte dei partecipanti.

Damiano Nesi e Piergiorgio Curcio, rappresentanti d’istituto del Liceo Classico Forteguerri, spiegano: «Abbiamo optato per una forma di protesta costruttiva, scartando l’ipotesi del semplice sciopero. Questo perché ci siamo accorti che le idee dello studente medio sono piuttosto confuse, era necessario spiegare a tutti con chiarezza per quali diritti stiamo lottando esponendo i punti delle riforme in atto. Distribuiremo presto tra i nostri compagni un documento nel quale verranno sintetizzati i temi trattati nell’assemblea; sarà pronto da far circolare lunedì mattina». Dopo il lavoro di gruppo, un ultimo discorso riassuntivo al megafono e poi tutti a casa. Unico dubbio, per adesso risolto, riguarda i futuri incontri e le relative modalità. Quando infatti spunta il fantasma, un po’ temuto, un po’ ammirato, dell’occupazione, la risposta è chiara. «L’occupazione non è esclusa a priori, - commenta Veronica Rivetti, altra rappresentante del Forteguerri - la proposta era partita dal liceo Scientifico. Tuttavia prima di procedere con un’azione illegale, perché questo non va dimenticato, ci sembrava giusto coinvolgere e informare tutta la studentesca. Tengo poi a precisare che è stata un’assemblea apartitica che ha coinvolto tutte le scuole senza discriminazioni».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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