Attenzione
Per quaranta giorni stop alle operazioni
Garantiti solo gli interventi salvavita, oncologici e le urgenze La Cgil medici: «È mancato totalmente il confronto»
PISTOIA. Per 40 giorni garantite solo le operazioni urgenti, salvavita ed oncologiche. Dal 10 dicembre al 20 gennaio saranno i soli interventi chirurgici possibili nelle sale operatorie degli ospedali di Pistoia, Pescia e San Marcello. Lo ha confermato giovedì pomeriggio il neo direttore generale della Asl 3 Roberto Abati nell’incontro con le dirigenze mediche, veterinarie e le dirigenze non mediche (gli Spta).
Lo scopo è duplice: rientrare nell’ottica dei tagli della spending review e nel contempo permettere a medici e infermieri di godere delle ferie arretrate, che nei bilanci aziendali sono considerate un passivo. Il periodo di stop delle sale operatorie quest’anno è molto più ampio rispetto al passato: mentre prima il blocco era previsto solo durante le feste natalizie, ora è stato esteso ben oltre. Quindi niente più interventi per protesi, ernie e cose del genere: tutto rimandato dopo la metà gennaio.
Preoccupata la reazione dei sindacati: «È mancato totalmente il confronto - afferma Corrado Catalani, della Cgil medici - Siamo stati informati a decisione presa». Ma se le “coordinate politiche” del problema sono state comprese, non sono arrivate risposte soddisfacenti ai quesiti posti. Soprattutto non è stato quantificato il risparmio economico che si pensa di raggiungere con questa operazione attraverso lo smaltimento delle ferie, il minor uso di materiale chirurgico e la minore utenza presente negli ospedali.
Tra le operazioni che possono aspettare, ricorda Catalani, ci sono casi fortemente disomogenei tra loro. Classico il caso dell’ortopedia: se un anziano perde l’autonomia di un arto la sua riacquisizione rimandata di un mese, può avere un’incidenza forte sulle sue prospettive di ripresa.
Posti letto. Secondo una bozza consegnata il 25 ottobre dall’assessore regionale alla sanità Luigi Marroni al Consiglio dei sanitari regionali, in Toscana dovrebbero essere eliminati, in un’ottica di efficientamento e razionalizazzione, altri 2000 posti letto.
Un’indicazione che contrasta con i calcoli del Ministero della Salute, che nel comunicato numero 234 dell’8 novembre 2012 ha reso noti i numeri, Regione per Regione, della riorganizzazione ospedaliera. Considerando che la legge 135/2012 indica come obiettivo una media complessiva di 3,7 posti letto per mille abitanti, con la spending review i posti da eliminare sarebbero 7389.
Ma la Regione Toscana andrebbe controcorrente. Qui i posti degenza dovrebbero essere implementati: ne servirebbero 1467 in più. Di questi, considerando che la media pistoiese è di 2,1 posti letto ogni mille abitanti, alla Asl 3 ne servirebbero ben 400 in più. Sono numeri che contrastano con la posizione dello stesso assessorato regionale, che lunedì 26 incontrerà i sindacati.
Se Pistoia ha la percentuale di fughe dei pazienti verso altri ospedali più alta di tutta la Toscana (circa il 30%) e lo stesso Ministero la vede deficitaria di 400 posti letto, da più parti si auspica una presa di posizione della conferenza dei sindaci, che ricordi come questo territorio “abbia già dato”
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