Sicurezza
«Ci date i pacchi prima?» Il dramma delle famiglie
Toccante testimonianza di un volontario e del responsabile Caritas di Quarrata «Sempre più italiani, vengono da noi perché non hanno i soldi per la spesa»
QUARRATA. «Oggi ero alla Caritas. Sono venuti tre quarratini a piangere e a chiedere il loro pacco in anticipo perché, senza soldi per fare la spesa e senza mangiare, non ce la facevano ad aspettare fino a martedì. Mi hanno chiesto in lacrime se potevano avere qualcosa. Ve lo ridico: tutta gente di Quarrata. Sono venute anche altri due quarratini e un filippino a vedere se c’era un po’ di pane avanzato. Ma chi è che ci pensa a questo mondo sommerso?».
Un’ordinaria giornata alla Caritas, raccontata da Oreste Vannucci, volontario alla distribuzione degli alimenti per le famiglie in difficoltà. Un racconto spontaneo, arrivato giovedì sera durante il primo incontro a Montemagno tra amministrazione e cittadini nell’ambito del percorso sulla partecipazione.
Poche parole – una parentesi di qualche secondo - per fotografare una realtà che si aggrava di anno in anno. La giornata in parrocchia di cui parla Vannucci (per tutti “Oreste dalla Caserana”) è, purtroppo, identica a molte altre. «La situazione è preoccupante ed è decisamente peggiorata rispetto al 2011 – spiega il responsabile della Caritas di Quarrata (parrocchia di Santa Maria Assunta), Ettore Marziale – Qualche tempo fa era raro vedere italiani in fila per il pacco alimentare. Ce ne poteva essere uno, o, più spesso, nessuno. Ora invece ci sono artigiani che hanno dovuto chiudere l’azienda e operai rimasti senza lavoro che non riescono a pagare le bollette e a fare la spesa. Le famiglie che si rivolgono a noi sono una cinquantina, e il dato è costantemente in crescita».
Tra il Centro d’ascolto e la distribuzione pacchi alimentari e vestiti, sono oltre 350 le persone che nel 2012 hanno chiesto aiuto alla Caritas di Quarrata (attiva il lunedì e il mercoledì dalle 17 alle 19). L’annata si era aperta con un picco vertiginoso: in soli tre mesi si sono rivolti al Centro di ascolto della parrocchia un centinaio di cittadini in più rispetto ai numeri registrati nel dicembre 2011. Aumentano le richieste di aiuto, ma non i volontari. «Siamo una ventina ma ne occorrerebbero di più» spiega Marziale.
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