Attenzione
«Perché è giusta la condanna ai signori Cinalli»
L'avvocato Vito Di Berardino, parte civile con l'assistenza dell'avv. Chiara Mazzeo nel procedimento penale a carico dei signori Cinalli per il reato di diffamazione ai suoi danni, ci scrive: « "La...
L'avvocato Vito Di Berardino, parte civile con l'assistenza dell'avv. Chiara Mazzeo nel procedimento penale a carico dei signori Cinalli per il reato di diffamazione ai suoi danni, ci scrive:
« "La mamma di Sara" non è stata condannata perché "criticò l'avvocato": i signori Cinalli sono stati condannati dal giudice di pace di Pistoia perché hanno pesantemente diffamato il loro avvocato, accusandolo ingiustamente di "ignorare l'Abc del diritto" al solo scopo di sottrarsi al pagamento dei miei onorari. Avevo assistito i genitori nei confronti della compagnia assicurativa su cui gravava l'onere risarcitorio a seguito del sinistro in cui aveva perso la vita la loro figlia.
«Le oltraggiose accuse sono contenute in un esposto a firma dei signori Cinalli che fu presentato a distanza di oltre un anno da quando il rapporto professionale era cessato, mi preme sottolinearlo, con una stretta di mano e con l'accordo che il pagamento del mio compenso sarebbe avvenuto una volta ottenuto il risarcimento dei danni da parte della compagnia assicurativa.
«Mai avrei immaginato che, per bloccare il pagamento di quanto dovuto, i signori Cinalli si inventassero un esposto al Consiglio dell'Ordine accusandomi di gravi e infondate negligenze.
«Fatto ancor più grave sol che si pensi che, anche grazie all'opera professionale del sottoscritto, i signori Cinalli hanno ottenuto in via stragiudiziale il risarcimento richiesto, e che di fronte al decreto ingiuntivo a cui sono stato costretto a ricorrere per ottenere il pagamento delle mie competenze, non l'abbiano opposto.
«L'esposto contenente le gratuite e false circostanze è stato quindi ritenuto, dallo scrivente prima e dal giudice poi, lesivo della mia professionalità e dunque diffamatorio. La sentenza in questione ha pienamente riconosciuto quanto lamentato da chi scrive comminando ai signori Cinalli la giusta condanna per diffamazione.
«Sotto questo aspetto pertanto tengo a precisare di aver manifestato più volte la mia disponibilità a rimettere la querela, anche nel corso del processo, richiedendo semplicemente delle scuse, sufficienti ma necessarie, comprendendo che una madre colpita da un così grave lutto potesse in qualche maniera essersi lasciata andare in dichiarazioni decisamente ingenerose e certamente diffamatorie, ma in qualche maniera non volute.
«Purtroppo la signora Cinalli, forse anche mal consigliata, ritiene di godere, per l'immane tragedia subita, di una sorta di immunità ritenendosi legittimata a diffamare gratuitamente il sottoscritto, e nonostante la condanna subita, reputa evidentemente più conveniente spostare la questione su di un piano mediatico rispetto alle aule di giustizia, insistendo nel raccontare ancora una volta una verità smentita dai fatti e dal Tribunale.
«Di fronte a tale comportamento, non posso che invitarli ad una maggiore serenità ed ad attendere fiduciosi, e mi sia consentito silenziosi, il grado di appello».
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