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Soccorritori impegnati nelle prove di scarico

Soccorritori impegnati nelle prove di scarico

ABETONE. Tre giornate impegnative si prospettano per gli impiantisti, tecnici e personale di soccorso dell’Abetone, da oggi a sabato impegnati nella grande esercitazione dell’anno: lo scarico degli...

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ABETONE. Tre giornate impegnative si prospettano per gli impiantisti, tecnici e personale di soccorso dell’Abetone, da oggi a sabato impegnati nella grande esercitazione dell’anno: lo scarico degli impianti di risalita. La simulazione, che impegna sempre un gran numero di partecipanti, è un adempimento propedeutico all’apertura della stagione sciistica per testare e rinfrescare le nozioni sul funzionamento dell’apparato si sicurezza. Che cosa accadrebbe se, per qualche raro motivo, un impianto di risalita si bloccasse con persone a bordo, senza possibilità di andare né avanti né indietro? Lo scarico degli impianti consiste proprio in un corso d’aggiornamento per il personale chiamato a soccorrere i passeggeri in caso di blocco del marchingegno. «È un’operazione che dobbiamo svolgere ogni anno prima dell’apertura degli impianti – spiega il direttore d’esercizio ingegner Paolo Benci che coordina l’intera operazione – in caso di arresto dell’impianto dobbiamo far scendere i passeggeri entro un tempo ragionevole». Oltre al personale addetto agli impianti, munito di apposito corso di formazione, sono coinvolti il soccorso al pino Sast, i Vigili del fuoco e la polizia di Stato.

L’esercitazione si articolerà su tre giornate composte da un briefing sul campo cui seguirà la vera e propria simulazione dello scarico. Venerdì ai dipendenti si aggiungeranno i Vigili del fuoco, coinvolti dopo un anno di stop; sabato toccherà al soccorso alpino e alla polizia. «Ci saranno più prove pratiche che si svolgeranno alla cabinovia Saf, alla seggiovia del Pulicchio e alle seggiovie della Val di Luce – prosegue Benci – tre impianti con caratteristiche diverse, così da tenersi pronti a tutte le casistiche di intervento». I casi di blocco sono rari poiché ad Abetone si trovano impianti fra i più sicuri al mondo, con doppio motore e nuove tecnologie che rendono sempre più rara la necessità di ricorrere allo scarico a terra. «Una volta accertato che l’impianto non si può più muovere, entra in azione il personale addetto che, lavorando agli impianti, è già sul posto – spiega l’ingegnere – i dipendenti danno l’allerta ai Vigili del fuoco, al Soccorso alpino, ai volontari Avssat e alla polizia di Stato che fa servizio di sicurezza e soccorso sulle piste appartenente al Caa di Moena. Questi in tempi brevi raggiungono l’impianto dove si formano le squadre di soccorso, previste in un minimo di 9 per l’ovovia Saf ciascuna composta da 2 persone». Muniti delle apposite attrezzature, i soccorritori si arrampicano sui piloni dell’impianto, giungono alle funi cui si appendono con appositi moschettoni. Con la carrucola si spingono fino alle cabine, le aprono, fanno scendere le persone calandole a terra in sicurezza con un’apposita imbracatura. (e.v.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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