Il Tirreno

Pistoia

Largo ad Elio, factotum della città

Largo ad Elio, factotum della città

Il cantante-attore (senza Storie tese) sabato sera al teatro Nazionale

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QUARRATA. Rasoio affilatissimo e clienti-talenti di rara pazienza sabato sera, alle 21 e 15, sul palco del Nazionale con “Figaro il barbiere”. Elio (senza le Storie Tese) si traveste da «parrucchiere» per narrare le gesta e svelare la trama, «nessuno la conosce a menadito», del “factotum” di Gioacchino Rossini. Da due anni ormai, l’artista milanese “acconcia” Roberto Fabbriciani, al flauto, e Fabio Battistelli, al clarinetto. Massimiliano Damerini, al pianoforte, si risparmia invece barba e capelli. Un trio di “suonatori” che riempie il teatro quasi fosse un’orchestra. Per l’opera rossiniana Fabbriciani, che è anche l’autore del racconto a misura di Elio, ripropone un adattamento per tre strumenti dell’Ottocento. La risata, tra un’aria e l’altra, è garantita. Parola di Elio, che abbiamo intervistato.

Chi era il Figaro dell’Ottocento e chi, oggi, potrebbe incarnarlo?

Era un intrallazzatore. Tutti sanno che quando c’è da risolvere una cosa difficile bisogna chiamare “Figaro”.È il contemporaneo faccendiere. Quello di oggi, per restare dalle vostre parti, potrebbe essere Gelli della P2, lui è un grande “Figaro”.

E chi è il nostalgico barbiere in carne, ossa e rasoio che lei fa rivivere?

È un parrucchiere dei nostri tempi che invece di Ibrahimovic, ha come idolo Figaro di Rossini. Mentre fa la barba ai clienti (Fabbriciani e Battistelli) canta le gesta del barbiere di due secoli fa».

Elio, ci sveli il trucco del Figaro “per tutti”.

Il trucco è che questa storia non la conosce nessuno, o quasi. La gente si trova ad ascoltare una cosa completamente nuova (tranne “largo al factotum della città”).

Lirica ed Elio: in che rapporti siete?

Per lirica e classica l’allontanamento del pubblico è un fatto evidente, ma è anche un peccato, perché l’opera è un patrimonio prezioso di tutti. Mi sono accorto, e questo già da diversi anni, che uno come me riesce a portare a teatro anche un pubblico di non appassionati dell’opera.

Due anni di risate con il suo Figaro, di chi è la “colpa”?

È mia ed è dell’opera. Due secoli fa si facevano le cose per bene, non come ora, arraffazzonate.

Barbiere, parrucchiere o coiffeur?

Il mio è un parrucchiere assurdo. Non è pieno di rotocalchi in negozio. Non conosce Corona ma Figaro. Mi faceva sorridere un personaggio che rimpiange questo glorioso passato. Che rimpiange il barbiere di Siviglia. Anche perché il barbiere è in estinzione: gli uomini ormai vanno dai parrucchieri per donna. Io stesso vado da un parrucchiere per donna, ma solo perché ce l’ho sotto casa.

Biglietti: posto unico numerato 16 euro intero, 14 euro ridotto, in vendita alla biblioteca multimediale piazza Fabbri e libreria Fahrenheit 451 piazza Risorgimento. Per informazioni: 0573 774500.(b.f.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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