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Pistoia

Capecchi: caro Pdl, ci vuole discontinuità

Capecchi: caro Pdl, ci vuole discontinuità

Il consigliere si sta ritagliando sempre più un ruolo da “rottamatore” anche a livello regionale

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PISTOIA. «Nella nave del Pdl sono solo un mozzo, ma da un anno e mezzo vedo gli scogli contro cui rischiamo di andare a sbattere e non mi stanco di dirlo». Alessandro Capecchi, 39 anni, di professione avvocato, consigliere comunale Pdl, negli ultimi mesi si sta ritagliando il ruolo di “rottamatore” all’interno del suo partito.

Venne allo scoperto nel gennaio scorso quando al congresso provinciale Pdl cercò – con scarsa fortuna – di contrastare la rielezione di Alberto Lapenna. Poi un rosario di prese di posizione, tra cui quella molto critica contro la proposta ufficiale Pdl sull’accorpamento delle province. L’altro ieri, l’intervista rilasciata al Corriere Fiorentino, in cui Capecchi prende ancora una volta le distanze dal coordinatore Pdl Deni Verdini e dal gruppo dirigente regionale.

Capecchi, le hanno rifiutato la candidatura alle politiche?

Non si tratta di un problema personale. Se mi fossi voluto candidare sarei stato zitto. Invece qui il problema è generale. Da quando il Pdl è nato, nel 2008-2009, Fini ha rotto e si è sucidato politicamente, Berlusconi ha fatto un passo indietro. E noi siamo rimasti fermi un anno, intanto appoggiando un governo come quello Monti, che ha fatto il contrario del nostro. Oggi (ieri, ndr) alla convention organizzata da Altero Matteoli, ho sentito riconoscere che si è trattato di un tragico errore. Ma chi l’ha fatto quell’errore?

Qual è il male del Pdl?

In questi anni si è camminato verso il maggioritario, ma la classe dirigente del partito continua a ragionare come se ci fosse il proporzionale. E ora che Berlusconi non ha più il ruolo innovativo dei primi anni ed ha dovuto chiudere la sua esperienza di governo, questo si traduce in un vertice incapace di aprirsi e di comprendere la società. Invece ci vorrebbe discontinuità, un congresso vero e non celebrativo, spazio ai giovani, che vanno valorizzati e non liquidati, come ha fatto stamani Verdini. Premiare la lealtà e non la fedeltà. Altrimenti c’è il crollo...

Questo il quadro a livello regionale e nazionale. E nel gruppo consiliare di cui fa parte’ Che clima si respira?

All’interno del gruppo non ci sono problemi. Ma tutti percepiamo la distanza del partito da noi eletti e dalla gente. In questa fase è difficile rappresentare il Pdl.

Che pericoli corre il partito?

Quello di una doppia frana. Da una parte cedere voti a Renzi, che riprende molti temi cari anche a noi del centrodestra. Dall’altra pagare dazio all’astensionismo, che ci ha massacrato in questi anni, riducendo la nostra base elettorale. E queso succede perchéabbiamo rinunciato a dire cose di destra. Non la destra nostalgica. alla Storace, ma i temi sociali, specie in una fase come questa, non possiamo lasciarli alla sinistra. E poi occorre puntare su persone credibili: in quel caso i risultati arrivano.

È ottimista?

Penso che il centrodestra abbia grandi margini di recupero. Lo dice lo stesso Berlusconi. C’è un centrodestra diffuso nel paese, che da tempo, probabilmente, non vota, ma non ha cambiato idea. Altrimenti il Pd nei sondaggi andrebbe ancora meglio.

Come fare? Basta lo strumento delle primarie?

È uno strumento importante, ma va utilizzato bene. Primarie, allora, per tutti i livelli e non solo per il candidato premier nazionale. E poi serve tempo per prepararle bene. Renzi è da un anno e mezzo che si prepara...

C’è un candidato in cui si riconosce nelle primarie del Pdl a livello nazionale?

Vorrei che si candidasse qualcuno in grado di rappresentare quello che ho appena detto. Alfano vuole le primarie, ma non può essere il candidato di tutti. Vediamo...

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