Serve un Pacchetto Pistoia che non sia smembrabile
Taddei (Apam): «Se noi operatori non uniamo le forze restiamo in balia di Toscana Promozione». Subito scelte coordinate dalla Provincia
MONTECATINI. Forse le quattro Apt della Provincia non hanno rappresentato il massimo dell’efficienza nel coordinamento e nella promozione delle attività turistiche, ma certamente erano un punto di riferimento la cui assenza pesa sempre di più. Ne è certa Francesca Taddei, presidente dell’associazione di albergatori Apam di Montecatini, la quale non risparmia peraltro critiche all’organismo che dovrebbe sostituire l’azione delle Apt, ovvero Toscana Promozione.
«L’azione di questa struttura davvero trascura i nostri territori e le nostre specificità – spiega –. Si muove puntando soprattutto sui Paesi del Bric, in particolare la Cina, quando, almeno a breve-medio termine, i mercati che interessano Montecatini e l’intera provincia sono soprattutto quello russo, europeo e americano. Le poche esperienze con i cinesi, tra l’altro, hanno dato risultati davvero poco soddisfacenti: è un turismo che cerca soprattutto il low cost, non è adatto alla nostra tipologia di offerta e alle caratteristiche delle nostre città».
Dito puntato quindi contro la politica regionale che trascura le realtà diverse da Firenze, ma anche un “mea culpa”: «Nella confusione, nelle divergenze, nelle divisioni che caratterizzano in questo momento il mondo degli operatori del turismo ha gioco facile chi alla fine detiene il potere decisionale, dirigenti che fanno quello che vogliono, mutuando spesso scelte del sistema emiliano che mal si adattano all’identità dei mille campanili della Toscana».
In assenza di proposte chiare e condivise che puntino sulla promozione di eventi e calendario ben integrati, di pacchetti di grande appeal per i visitatori, di progetti ben definiti per la pubblicizzazione delle nuove attività termali è però difficile avere la forza per alzare la voce e farsi sentire da chi poi, a Firenze, decide la politica turistica. Che fare, allora?
«L’unione fa la forza – risponde Taddei –. Dobbiamo trovare un modo di coordinarci, individuare lo strumento che può unirci e agire sul piano operativo. Lo sa che se va a vedere il portale della Regione e cerca a “Terme” le appaiono notizie sul vino di Montalbano? Per gli eventi del territorio il sito è fermo da tre anni. Se questa è la promozione che riceviamo, non è più rimandabile organizzarci da soli, recuperando in qualche modo il tavolo tecnico di indirizzo che esisteva ai tempi delle Apt e nel quale tutti eravamo rappresentati».
Dovrebbe essere questo tavolo tecnico e indicare «ad una struttura snella che ci rappresenti tutti – prosegue la presidente Apam – cosa mettere in calendario e come promuoverlo, partendo dalla realizzazione di un portale web all’altezza, controllato da un filtro istituzionale che certifichi la correttezza delle informazioni. Il marketing sul web funziona, ma deve essere affidabile: il turismo va dove non trova né sorprese negative, né ostacoli. E anche la mancanza di uno strumento unico per la promozione delle nostre iniziative è un ostacolo».
La questione rimane la stessa: idee chiare sulla situazione e sulle necessità, ma poche certezze sulla via da seguire per sopperire alla scomparsa delle Apt e individuare la strada che assicuri il rilancio.
«La confusione sul destino della Provincia non aiuta a fare le scelte – conclude la presidente Apam –, ma sono certa che è urgente un confronto tra tutti i soggetti che operano nel turismo. Non dobbiamo finire nelle mani di nessuno, ma è indispensabile arrivare ad un coordinamento. Credo che, fino a quando esisterà, dovrebbe essere la Provincia a tracciare il nostro futuro, con passaggi concreti che partano dall’accordo con i Comuni per la programmazione. Prima del previsto accorpamento con Prato e Firenze dobbiamo essere in grado di trovare il modo e il mezzo per tutelare la nostra realtà, la nostra identità e i nostri interessi: dobbiamo predisporre un “pacchetto Pistoia” che non sia più smembrabile».
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