Il dolore
La Camera di Commercio può fare il coordinamento
Bartolozzi (Asshotel): «Disponiamo di tutto quello che cercano i visitatori Manca però un organismo “terzo” che agisca nell’interesse di tutti»
MONTECATINI. «Cosa dicono le indagini sul turismo? Che l’80% di quanti girano il mondo ha sete di arte, verde, cultura, benessere e mangiar bene. Il nostro territorio, le nostre città possono offrire tutto questo, ma non sappiamo sfruttare appieno le risorse che abbiamo perché non riusciamo a fare sintesi, a costruire una rete, un sistema». Tra gli operatori del turismo – settore che con il commercio e il terziario (come ha recentemente ricordato il presidente della Cassa di Risparmio di Pistoia e Lucchesia, Alessio Colomeiciuc) produce il 75% del valore aggiunto della provincia – l’analisi porta sempre alle medesime conclusioni: Pistoia, Montecatini e la Valdinievole, la Montagna, la Piana e il comprensorio del Montalabano rappresentano di per sè un territorio in grado di offrire tutte le risorse richieste in modo integrato, solo che non riesce a comunicarle, a promuoverle e a metterle a frutto perché producano posti di lavoro e ricchezza.
Non potrebbe essere diversa la convinzione di Alessandra Bartolozzi e Anna Nencini, presidente e vice di Asshotel Montecatini, Maila Bertaccini, responsabile di Assoturismo-Confesercenti e Ilaria Nardi, presidente dell’associazione Aigo-Confesercenti che raccogliere bed and breakfast, affittacamere e piccole strutture. Più complesso è però trovare analoghe certezze quando si chiede cosa si dovrebbe fare.
«Dobbiamo tener presente – spiega Bartolozzi – che operiamo in comprensori che hanno realtà diverse ed esigenze diverse. Ciascuno ha le sue eccellenze da valorizzare, ma bisogna fare in modo che entrino a far parte di un sistema davvero integrato. Se riuscissimo in questo intento potremmo spendere sul mercato la ricetta di pacchetti davvero ricchi di proposte e attraenti, in grado di convincere il turista a spendere parecchi giorni nelle nostre zone». Per centrare l’obbiettivo è tuttavia necessario trovare “prima” un accordo tra tutti i soggetti che operano nel settore, insieme alle risorse. Un problema? Al momento pare proprio di sì. Come martedì scorso ha spiegato sul nostro giornale Andrea Birindelli, responsabile per Montecatini e Valdinievole di Pistoia Turismo-Assindustria, è complicato non solo trovare il giusto scambio di informazioni tra privati imprenditori ed enti pubblici, ma anche tra gli stessi albergatori ed operatori turistici in genere.
Come si esce da questa situazione, che alla fine nuoce a tutti? «Guardi - prosegue Bartolozzi – il fatto che ci siano tanti soggetti non è di per sè un male, anzi è positivo che ci siano punti di vista diversi che originano dibattito. Però è vero che occorre trovare il modo di consultarci per arrivare alla fine ad una sintesi sulle cose da fare. La crisi, l’urgenza di un rilancio ci obbligano a superare le divergenze. Abbiamo un buon rapporto con gli enti pubblici, anche se non parliamo la stessa lingua, ma paradossalmente è meno buono il dialogo tra noi imprenditori. Credo che sia giunto il momento di superare questa fase, ma certo ci vorrebbe un organismo “terzo” che, mettendo tutti i soggetti che coordina sullo stesso livello, potesse poi contare su una struttura tecnica operativa molto snella e di grande efficienza, in grado di occuparsi dell’individuazione degli eventi, della loro calendarizzazione e della promozione. Abbiamo davvero tanto da offrire, ma bisogna capire bene cosa vogliamo proporre e come. Mettiamoci tutti a un tavolo e usciamo con una decisione condivisa». Asshotel, Aigo e Confesercenti un’idea di massima per questa “struttura tecnica” cominciano ad averla: «L’organo “terzo” per il coordinamento, ora che non c’è più l’Apt e in previsione della scomparsa della Provincia, potrebbe essere la Camera di Commercio; e la struttura tecnica potrebbe diventare il Convention Bureau. Per l’accoglienza, l’informazione, la promozione e la cura dell’ospite più in generale potremmo poi cercare una collaborazione più ampia anche con l’Istituto Alberghiero. Quello che abbiamo ben chiaro, in ogni caso, è che non possiamo più perdere tempo nè permetterci di sbagliare: dobbiamo poter contare su buoni cervelli, affidandoci a personale ben formato, esperto e competente».
(m.i.)
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