Il Tirreno

Pistoia

«L’eredità di Stefano? La sua semplicità»

di Beatrice Faragli
«L’eredità di Stefano? La sua semplicità»

Una folla ai funerali dello storico commerciante, un addio al suono di quelle chitarre che per anni aveva venduto e amato

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QUARRATA. Non organi, né cori religiosi per Stefano Lomi, ma chitarre, le stesse che ha venduto e amato per una vita, strette tra le mani dei suoi amici. L’addio della città allo storico negoziante di piazza Risorgimento, morto a 54 anni per un male incurabile, ha il suono di “Impressioni di settembre”, di “The house of the rising sun”, di “Il vecchio e il bambino”.

«Stefano aveva tanti amici e questa chiesa gremita lo dimostra» ha detto don Patrizio Fabbri ieri mattina, durante i funerali. I musicisti Sergio Mascagni e Carlo Giannini, quest’ultimo al fianco di Lomi fin dal 1982 nell’avventura del “Pentagramma”, hanno accolto il feretro con in mano una chitarra. Ad ogni accordo, un ricordo. «Presto – dice l’amico Gabriele Bellini – organizzeremo una serata dedicata a lui».

«Stefano ci ha portati qui da “luoghi”, culture, modi di pensare diversi. “Perché?” mi sono chiesto – ha detto dal pulpito della chiesa di Vignole Stefano Marini, ex sindaco di Quarrata e amico di Lomi - Non era scienziato famoso o letterato illustre. Siamo qui perché tutti abbiamo assaggiato la sua ironia, che adesso non è neppure possibile ripetere. Ma questo non è sufficiente. Siamo qui per tutti gli anni trascorsi insieme al Parco verde (a Olmi, dove Lomi abitava, ndr). Ma anche questo non è sufficiente. Quello che più di ogni altra cosa ci ha toccati e ci ha portati qui, è stata la sua semplicità. Stefano era una persona mite con la quale si viveva in sincerità. Non c’era doppiezza in lui. E’ questo suo modo di essere che ci ha condotti fino a qui, oggi. L’altro giorno dopo la scoperta della sua morte, eravamo al circolo (Parco verde, ndr). C’era un silenzio assurdo, pesante, che però non voleva essere interrotto perché qualsiasi parola – tutti lo sapevamo – sarebbe sembrata fuori luogo. Proprio questa pesantezza ci fa capire quanto ci manca. Io so e voi sapete che è stato un privilegio conoscere Stefano, perché la sua amicizia ci riporta al senso vero della vita. Tutti passeremo da qui, prima o poi. Quello che possiamo fare è chiederci “quale patrimonio lasciamo a chi resta?” Lui ci ha lasciato la semplicità. Ci siamo detti “ma proprio ora che stava bene, che era innamorato di Roberta, è dovuto succedere?” Non so rispondere a questa cosa».

In tanti ieri mattina hanno voluto dire addio a Stefano, accompagnando il feretro fino al cimitero di Vignole, dove è stato sepolto dopo l’omelia di don Fabbri. Le offerte raccolte durante il funerale andranno alla Caritas parrocchiale.

Lo storico negoziante di piazza Risorgimento, aveva iniziato la sua avventura (commerciale e, soprattutto, artistica, visto che quelle sue stanze sono sempre state un punto d’aggregazione, dove nascevano gruppi e collaborazioni) nel 1982, quando, con Carlo Giannini, aprì il “Pentagramma”. Il negozio di dischi e strumenti ha chiuso i battenti nel 2009. Lomi lo annunciò con un cartello giallo affisso sul vetro: “Il pentagramma chiude” scrisse con un pennarello.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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