Sicurezza
«Carcere, condizioni intollerabili»
Il garante Antonio Sammartino tira le orecchie all’ufficio d’igiene dell’Asl
PISTOIA. Il garante delle persone private della libertà personale di Pistoia, Antonio Sammartino, fa alcune osservazioni critiche in merito all’ultima visita ispettiva a Santa Caterina in Brana da parte dell’unità funzionale igiene e sanità pubblica dell’Asl 3. Il rapporto evidenzia alcuni dati ormai cronici: prevalenza di detenuti in attesa di giudizio su quelli con sentenza definitiva, quasi la metà di origine straniera ed al giugno scorso un 15% circa con problemi di tossicodipendenza; a fronte di un personale previsto di polizia di 79 unità, quello amministrato è di sole 59 unità ed effettivamente operante di 50 agenti. Sammartino non condivide che per una capienza regolamentare dell’istituto di 64 detenuti, Asl 3 riporti il dato di “capienza tollerabile” di 118 unità, a fronte di una presenza effettiva di 149 detenuti.
«Tollerabile per chi? – afferma – non certo per le condizioni psico-fisiche dei reclusi e per una loro possibile rieducazione. La capienza di un istituto è solo massima, lo spazio disponibile è collegato alla salute della persona. Una sentenza della Corte europea dei diritti dell’uomo assegna 7 mq per cella singola, a cui aggiunti 4 per ogni persona in più e riducibili a 3 in emergenza. Nella maggioranza delle celle, a Pistoia, si trovano almeno tre detenuti in 7 mq, facendo a turno a stare in piedi e gli altri sui letti a castello a tre piani, comprendendo nell’esiguo spazio un tavolino ed uno pseudo-bagno. Questi dati non sono evidenziati nella visita di vigilanza, che rileva solo l’umidità come fattore di insalubrità». Il Garante sottolinea poi la situazione dell’ambulatorio medico del carcere: «È riconosciuto anche dal personale sanitario che non è a norma, la mancanza del collegamento in rete impedisce la compilazione della cartella clinica o di inoltrare le domande di visita per l’invalidità civile, in mancanza di attrezzature adeguate la prestazione sanitaria non può essere sempre garantita. E perché per una semplice carie viene estratto il dente alla persona? Un detenuto in condizioni di povertà ha ricevuto due bollettini da pagare di 250 euro l’uno per un intervento dentistico, è stato portato a Sollicciano per evitagli la spesa ma la trasferta ha avuto un costo. Perché a Pistoia questo intervento non è gratuito? L’ambulatorio potrebbe essere diviso in più stanze, consentendo così simultanee prestazioni sanitarie diverse, adesso se vi è ad esempio il dentista le altre attività sono bloccate, un’unica stanza situata in zona di transito non garantisce un livello dignitoso di privacy».
Leonardo Soldati
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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