Toscana
4,6 milioni i costi totali del servizio mensa
Le famiglie si pagano il 97,1% del totale, in base alle stime degli uffici del Comune
PISTOIA. Il Comune spende complessivamente 4,6 milioni di euro ad anno scolastico per mettere a tavola gli alunni dalle materne alle scuole medie. I costi – così come le entrate – del servizio che quest’anno è stato ed è ancora al centro delle polemiche e delle contestazioni di tante famiglie, sono stati messi nero su bianco dalla giunta Bertinelli nella delibera con cui, il 25 ottobre, sono state approvate le nuove tariffe dei servizi scolastici. Una delibera di quasi tre settimane fa, ma il cui testo è stato reso pubblico solo nei giorni scorsi all’albo pretorio di Palazzo di Giano. Ricordiamo che la novità di quest’anno sono state le tariffe del servizio mensa (e degli altri servizi scolastici) modulate in base alle condizioni economiche delle famiglie, misurate dall’indicatore Isee. Famiglie meno abbienti pagano meno (o anche nulla), chi ha di più paga tariffe più pesanti, fino a 6,10 euro a pasto. Erano state proprio le famiglie impegnate nello “sciopero del panino” contro le nuove tariffe (giudicate troppo alte) a chiedere ripetutamente chiarezza sui costi. Intanto un chiarimento: le cifre fornite dalla delibera di giunta sono stime per l’anno scolastico 2012-13. La voce di costo più pesante è ovviamente quella per la fornitura pasti dalla RistorArt, 2 milioni 73.000 euro. A questi vanno aggiunti i costi per il personale (9 cuochi, 4 magazzinieri, ecc.), che pesa per 460.000 euro, 493.000 euro per l’acquisto di derrate alimentari in proprio, 151.500 euro di elettricità, gas, acqua e altre voci minori. A queste vanno aggiunti 668.000 euro di spese per esoneri e riduzioni che il Comune sostiene direttamente. Quanto costa, quindi, un pasto? Tutto dipende da quanti se ne preparano. Gli utenti sono circa 6.000, ma solo una parte consuma pasti tutta la settimana. Nel dibattito in consiglio comunale, il sindaco Bertinelli parlò di un costo stimato di 5,8 euro a pasto, il che si traduce in quasi 800.000 pasti l’anno. Una stima anche quella del sindaco, comunque, che ad esempio non poteva tener conto degli ultimi ampliamenti degli esoneri decisi dalla giunta.
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