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In diabetologia nuove terapie per ridurre il ricorso alle amputazioni nei pazienti
PISTOIA. La unità operativa di diabetologia, unità del piede diabetico, dell'azienda Usl3 di Pistoia, diretta dal dottor Roberto Anichini è diventata un'eccellenza a livello regionale e nazionale....
PISTOIA. La unità operativa di diabetologia, unità del piede diabetico, dell'azienda Usl3 di Pistoia, diretta dal dottor Roberto Anichini è diventata un'eccellenza a livello regionale e nazionale. Il positivo risultato, che ha evitato a tanti pazienti invalidità permanenti, è frutto di un percorso iniziato tredici anni fa: già nel 1999 la unità operativa aveva messo a punto un programma di prevenzione e trattamento che potesse ridurre le lesioni del piede diabetico.
Alla riduzione delle amputazioni oggi concorrono, con una organizzazione poliprofessionale, anche l'unità operativa diagnostica e interventistica del cuore e dei vasi diretta dal dottor Marco Comeglio attraverso la delicata procedura di rivascolarizzazione sono state eseguiti in questi anni più di 250 rivascolarizzazioni periferiche arteriose (sotto il ginocchio) rispondendo a più del 90 % delle esigenze aziendali di rivascolarizzazione nei diabetici e, da sempre, l'unità operativa di ortopedia, ora diretta dal dottor Giuseppe Maffei, nel trattamento precoce chirurgico integrato con la diabetologia.
Di recente, inoltre, il progetto complessivo, ha avuto un ulteriore sviluppo, e si è rafforzato anche a livello territoriale: in collaborazione con i medici di medina generale è stato attivato il Chronic Care Model (Ccm), il nuovo modello assistenziale che garantisce ai pazienti di essere seguiti dagli operatori nel loro percorso di prevenzione, vigilanza attiva e cura.
Con il Ccm nel l'anno scorso l'Ausl3 ha attivato sul territorio dieci ambulatori dedicati alla cura del diabete dove, con il coinvolgimento di 61 medici di medicina generale sono stati presi in carico più di 7.000 assistiti.
Il Ccm è perfettamente è integrato con le strutture specialistiche ospedaliere. Il dottor Anichini riferisce che in questo modo nell'azienda pistoiese tutti i pazienti diabetici (circa 14.000) vengono valutati, per il loro rischio ulcerativo al piede, almeno una volta all'anno.
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