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Pistoia

«Illegittimo quel no» Comune condannato per gli atti negati

QUARRATA. Il Tar condanna il Comune di Quarrata alle spese di giudizio (2500 euro) e annulla il provvedimento con cui, nel maggio scorso, ha negato a un cittadino l’accesso ad alcuni atti richiesti,...

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QUARRATA. Il Tar condanna il Comune di Quarrata alle spese di giudizio (2500 euro) e annulla il provvedimento con cui, nel maggio scorso, ha negato a un cittadino l’accesso ad alcuni atti richiesti, con apposita istanza, l’11 aprile 2012.

La sentenza è stata depositata il 31 ottobre. Secondo il pronunciamento del Tribunale amministrativo della Toscana, la decisione è basata su un regolamento comunale di disciplina del diritto di accesso agli atti e all’informazione ritenuto illegittimo (nella parte interessata dalla sentenza, ovvero allegato a), punto 3), approvato nel 1997, che dispone la “segretezza” di “segnalazioni e denunce”), poiché in contrasto con la legge (articoli 22 e 24 della 241/90, in cui l’accesso è principio generale dell’attività amministrativa).

«Una generale e incondizionata sottrazione dal diritto di accesso di tutte le segnalazioni e denunce che l’amministrazione riceve – spiega il Tar – non appare compatibile con le previsioni di legge».

La vicenda riguarda un ex addetto al servizio di trasporto scolastico del Comune di Quarrata. L’uomo, su esplicita richiesta avanzata il 7 marzo da parte del Comune alla società datrice di lavoro, viene sostituito a seguito di «segnalazioni pervenute in data 6 marzo 2012 che lamentano un comportamento non consono da parte del dipendente».

Ancor prima, nell’ottobre 2010, pare ci siano state altre “sanzioni”, stavolta verbali. Il cittadino ha proposto ricorso contro il Comune per accedere agli atti che l’amministrazione ha posto alla base della propria richiesta di allontanamento dal servizio. Il ricorrente, trasferito a Pistoia, l’11 aprile ha chiesto copia delle segnalazioni del 6 marzo e di quelle di ottobre menzionate dal Comune. L’amministrazione però ha negato l’accesso, richiamando proprio il regolamento comunale (allegato a) ritenuto illegittimo dal Tar.

«Tutto questo – spiega l’avvocato Marco Baldassarri, legale del ricorrente – è inconcepibile. Il mio assistito ha avuto conseguenze importanti a causa delle segnalazioni citate dal Comune, e oltretutto non gli è stato neppure concesso il diritto di sapere perché. Il Tar ci ha dato ragione e ha dichiarato l’illegittimità del regolamento, annullando quindi il provvedimento di diniego». (b.f.)

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