Finanza
Comune unico, questo sconosciuto
Inchiesta del Tirreno: piace l’idea ma molti non sanno cos’è, la maggior parte ignora la differenza con l’Unione
MARCELLO. Il volto della montagna pistoiese sta per cambiare. Per capire come le persone percepiscono questi problemi, come la questione "Comune Unico", o meglio se c'è la consapevolezza delle modificazioni istituzionali che stanno per arrivare, abbiamo rivolto, attraverso un test, delle domande a 14 persone di diversa età e condizione sociale. Artigiani, professionisti, commercianti, operai, impiegati, dipendenti pubblici, addetti al commercio. Tutte persone abitanti il lato est del territorio del comune di San Marcello Pistoiese. Non tutti sanno che ci saranno obbligatoriamente delle modificazioni istituzionali, perché previste dalla legge. I comuni sotto i cinquemila abitanti, come Abetone, Piteglio, Cutigliano, Sambuca, Marliana e molti altri, dovranno, entro quest'anno, associare almeno tre funzione e le rimanenti (in pratica tutte le altre) entro il 2013.
Mai partecipato a iniziative sul Comune unico. Quindi per questi comuni le cose cambieranno certamente. Il test che abbiamo preparato ha un valore puramente indicativo data la limitatezza del campione, ma permette comunque di rendere un'idea del quadro generale. Naturalmente il proposito è di allargare l'indagine anche al lato ovest del comune di San Marcello, e se possibile anche ad altri. Ebbene una grande maggioranza di persone ha sentito parlare di Comune unico o di riforme istituzionali, anche se la totalità ha dichiarato di non aver mai partecipato a iniziative o incontri in cui si parlava di questi argomenti.
Comune unico, questo sconosciuto. Mentre alla domanda su quali sono i comuni che dovrebbero unirsi la maggioranza ha dimostrato di saperlo, alcuni addirittura allargando la rosa dei comuni interessati. Chi sta lavorando per la realizzazione del Comune Unico? Qui la risposta è negativa nella maggioranza dei casi. Addirittura la quasi totalità non sa entro quando potrà essere realizzato e perché fino ad oggi non sia stato realizzato.
L’unione piace. Una divisione esattamente a metà è sull'essere o non essere d'accordo per la realizzazione del comune unico, anche se la maggioranza dichiara che unirsi sarà un vantaggio.
Unione o fusione: in pochi sanno la differenza. Assolutamente negative sono le risposte sulla differenza tra fusione e unione di comuni. Solo tre persone hanno dimostrato conoscenze specifiche dell'argomento, una di queste anche con grande precisione. Indicativi e interessanti risultano giudizi dati a "ruota libera", nel corso della conversazione per la stesura del questionario. Rivelano, con dovizia di particolari, ragioni che risultano impensabili, imprevedibili o incalcolabili a priori.
«Solo svantaggi e spese». Remo Corrieri, artigiano metalmeccanico nel settore di prodotti ad alta tecnologia: «Con il comune unico ci saranno solo svantaggi e spese esagerate perché tutti vorranno aumentare di grado e nessuno di quelli che verranno avrà il coraggio di dire ai massimi dirigenti che il loro compito è finito. Vedi esempio della Comunità Montana. Servirà solo a sistemare gente che è da qualche altra parte».
«Bisogna sbrigarsi». Marco Olla, artigiano nel settore del legno: «Fino ad oggi non si è proceduto sulla strada di unirsi per mancanza di una volontà politica, ma ora bisogna sbrigarsi e andare avanti velocemente». Claudia Vivarelli, professionista commercialista: «Troppi giochi politici e ostacoli da chi pensa di perdere il posto. Unirsi per snellire ed avere più potere». Luciano Gigli, pensionato «Fino ad oggi non si è realizzato per mancanza di lungimiranza, ma bisogna razionalizzare per ridurre le spese».
«Tante terre di nessuno». Sergio Bizzarri, commerciante: «Unendosi ci potranno essere vantaggi o svantaggi. Dipende da come viene realizzata perché non è detto che i cambiamenti siano sempre positivi. Per esempio bisognerebbe prendere in considerazione anche Orsigna, Pracchia e Le Piastre, sono territori montani con i nostri problemi». Claudio Lombardelli, impiegato Coop: «Comune Unico? All'inizio tutto bene poi le cose andranno a peggiorare. C'è stata poca informazione, ma penso che tutto sommato se la cosa è ben gestita possa portare vantaggi. L'unico pericolo è che i comuni più decentrati ne possano ricavare svantaggi». Un'ultima spiegazione la dà un impiegato pubblico che non vuole essere nominato «Il vero problema è che la gente non ha capito la differenza fra Comune Unico e Unione, eppure sono due cose molo diverse: Comune Unico significa un solo sindaco, una sola giunta, un solo consiglio per tutti i comuni aderenti. Nell'Unione si uniscono dei servizi e rimangono tutti i sindaci, le giunte e i consigli e si aggiunge un ente».
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