Gioco
Per ora le luci spente poi fiaccolata anti-Ztl
La protesta dei commercianti “ribelli”: «Vuol dire farci chiudere la scelta di vietare accessi e sosta senza prima aver creato parcheggi e navette»
PISTOIA. “Ztl, oggi buio per la luce domani”. Dalle sette e mezza del pomeriggio gran parte delle vetrine del centro hanno spento le luci. Dal Globo a via Cavour, via Roma, via Cino, via della Madonna, via Curtatone e Montanara, via degli Orafi, fino ad arrivare alle strade contigue al centro: via delle Pappe, via Filippo Pacini, via Palestro, via del Can Bianco, via Carratica, via Atto Vannucci. Hanno aderito alla protesta anche alcune catene di negozi, come Stefanel, Sisley, Intimissimi e Benetton.
Alta l’adesione dei commercianti che si sono uniti all’iniziativa di protesta promossa solo due sere fa dal neo costituito Comitato commercio Pistoia. Le vetrine al buio sono il primo gesto di dissenso concreto contro il riordino della viabilità deciso dal Comune. Che non piace nonostante la firma del protocollo d’intesa tra ente locale e associazioni di categoria. Lo slittamento dell’estensione dell’orario 0-24 per la ztl al 21 marzo non è ritenuta una misura sufficiente, anche se il Comune si è impegnato ad attuare una serie di “migliorie” al centro: dall’illuminazione ad una maggiore segnaletica per i parcheggi, al potenziamento dei bus navetta, all’estensione dell’orario di apertura di chiese e musei.
Fra le contro-proposte emerse nell’assemblea di giovedì in Galleria Vittorio Emanuele la Ztl 0-24 solo durante il periodo estivo. Anche se i “ribelli” hanno sottolineato l’esigenza di arrivare ad una mediazione, le iniziative di protesta sono ritenute indispensabili a manifestare il malcontento e ottenere nuovi spazi di dialogo.
«Non si parte prima dal tetto per poi costruire le fondamenta». Marco Capecchi, titolare del Caffé della Robbia, in via filippo Pacini, trasforma il detto nell’esempio concreto: «Abbiamo chiesto al sindaco di fare le cose con buon senso: prima le strutture, poi la ztl 0-24». Quali strutture? «Parcheggi, bus navetta, luci e panchine per un miglior arredo urbano».
Ed entrando nel merito della pedonalizzazione di via Filippo Pacini (prevista per settembre 2013) aggiunge: «Hanno cercato di mettere noi commercianti contro i residenti ed il centro storico. Siamo una zona tranquilla, anche “quasi” d’accordo (chiede di sottolineare il quasi, ndr) con la pedonalizzazione, ma prima vogliamo le strutture».
«Quando abbiamo chiesto di rifare il marciapiede ci hanno detto che via Palestro non è centro storico - spiegano Veronica Nesi e Veronica Mungai, commesse del negozio di oggettistica Teneri capricci -. Per la Ztl lo siamo, e abbiamo perso clienti».
«Condivido la protesta - aggiunge Donatella Becagli, della Bottega dei vini in via del Can Bianco -. Per Pistoia il commercio è una buona risorsa, non uccidiamolo».
Mariangela Barghini, titolare del negozio di abbigliamento Mariangela, è una delle referenti della via Carratica: «Siamo arrabbiati. Sono - commenta - momenti critici. Non è il caso di darci altre spallate in un periodo di crisi economica come questo». E annuncia che per sabato prossimo, al termine della settimana di luci spente, i negozianti daranno vita ad una fiaccolata per le vie del centro.
«Un provvedimento del genre in un contesto di fortissima crisi come quello attuale non è tempestivo», asserisce Letizia Paladini, del negozio di abbigliamento Stefanel, una delle referenti del Globo.
«Fino a pochi anni fa - ricorda Laura, commessa al negozio di abbigliamento Guercini di corso Gramsci - non “alzavamo la testa” dal tanto lavoro. Il momento è quello che è ed una misura del genere sotto Natale non era da fare. Ma in generale allontanare la gente dal centro non è positivo. Il pistoiese non è abituato a lasciare l’auto molto lontano da dove vuole andare».
Proprio questo, ricordiamo, è l’obiettivo del Comune, che al pari di tanti altri Comuni italiani vuole pedonalizzare il centro e restituirlo alle persone, non alle auto.
Un’idea che non convince Lorenzo Bruscoli, titolare del negozio di abbigliamento Liù Jo, in via Cino: «Quest’operazione è stata fatta per ottenere dei fondi, ma senza prevedere prima dei miglioramenti per il centro». Il “già citato” appello a servizi e strutture a sostegno di un centro pedonalizzato.
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