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Mensa, ancora scioperi e sale la tensione

Mensa, ancora scioperi e sale la tensione

Pranzo da casa non ammesso alla Luther King. Nuova diffida del Comitato dei genitori

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PISTOIA. «Accertato che non esiste normativa che vieti il pranzo portato da casa (consiglio di istituto compreso)e appurato che non esiste nessuna normativa legata alla contaminazione alimentare, invitiamo tutti a unirsi alla protesta del "Contro caro mensa". Da lunedì mattina - scrive in una nota il Comitato scelta mensa - ogni genitore sarà libero di scegliere: o la mensa comunale o il pranzo portato da casa o riprendere il proprio bimbo durante la pausa pranzo».

«Vorremmo ringraziare - aggiunge Luca Biagini, presidente del Comitato - tutti gli operatori scolastici, in primo luogo insegnanti e dirigenti che hanno consentito il consumo del pasto tutti insieme. Vogliamo richiamare l'attenzione - prosegue - su quei dirigenti che ancora non hanno avuto un comportamento di ragionevolezza e collaborativo, invitandoli a farlo al più presto, in quanto i motivi organizzativi scolastici, che come alibi ci vengono riportati sono comunque di competenza del dirigente. Non ci sembra molto sensato ed equilibrato dichiarare a mezzo stampa di far mangiare i bambini a turni e per lo più in tempi relativamente brevi».

Comportamenti anomali che, informa il Comitato « saranno denunciati sia pubblicamente (anche sulla stampa nazionale), e in ogni opportuna sede. Riterremo responsabili di ciò solo i dirigenti, che invitiamo ad avere un comportamento di confronto con l'amministrazione comunale, la quale furbamente vorrebbe far cadere su di loro responsabilità organizzative, su scelte sbagliate in partenza. La nostra protesta - conclude - continuerà finchè non verranno riviste le tariffe legate al costo effettivo di un pasto e alla qualità degli stessi».

Chiederanno intanto un incontro urgente col provveditore Francesco Mauro - e non escludono le vie legali - i genitori dei bambini che frequentano le Martin Luther King di Bottegone e che continuano ad aderire alla protesta. «Il consiglio di istituto - ci scrive uno di loro - ha deciso che un bimbo può mangiare a mensa oppure stare a casa, motivando la decisione con il fatto che la scuola dà una corretta educazione alimentare. I poteri del consiglio d’istituto - ricorda - non vanno oltre la gestione di natura amministrativa e l’educazione didattica».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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