Il Tirreno

Pistoia

I bersaniani in furgone

I bersaniani in furgone

Nell’ex Radicifil presentata la campagna elettorale

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PISTOIA. Promosso un tour elettorale nel territorio del Comune da parte dei Comitati a sostegno della candidatura di Pier Luigi Bersani alle elezioni primarie del prossimo 25 novembre. Il viaggio di informazione e dialogo con i cittadini avverrà tramite un furgone, come nelle campagne elettorali di un tempo, fatto partire simbolicamente ieri dagli stabilimenti ex Radicifil in via Fiorentina «un luogo un tempo simbolo del lavoro in città – dichiara Paolo Bruni – oggi tristemente noto per la chiusura di un’azienda di rilievo internazionale, da dove iniziamo il tour in un giorno altrettanto simbolico, il 9 novembre, data della caduta del Muro di Berlino, che ha concluso un’epoca, e della fine del governo Berlusconi.

«Mettiamo al centro della campagna il lavoro, su un territorio locale che ha subito anche altri gravi avvenimenti , come la Mas o altre vicende minori ma non meno importanti. Dopo la fase di emergenza del governo Monti, con scelte anche dolorose, occorrono un governo politico e riforme progressiste all’insegna dell’equità, tutelando i più deboli. Anche a livello locale stiamo investendo su giovani capaci per il rinnovamento della classe dirigente. Aderiamo con convinzione allo sciopero nazionale del prossimo 14 novembre».

Dopo la cena e dibattito di ieri sera con il segretario regionale Pd Andrea Manciulli a Bonelle, martedì 13, ore 21, ci sarà un incontro con Andrea De Maria, dirigente nazionale Pd, sul tema dello strumento delle primarie.

Alla conferenza stampa erano presenti alcune rappresentanze di lavoratori. Loriano Sandroni, ha parlato a nome degli ex Radicifl: «Dopo la cassa integrazione, dal 1° gennaio 2013 è prevista per noi l’apertura della procedura di mobilità – dice – il 15 novembre avremo un incontro in Regione per poter avere la cassa integrazione in deroga e per avere notizie in merito al progetto Repower. Siamo rimasti in 96, soprattutto viste le pensioni anticipate, la maggior parte ha frequentato corsi professionali finanziati, ma non siamo stati ricollocati, per alcuni l’età viene vista come un freno, oppure risultiamo troppo qualificati. Perché il progetto Repower è fermo? Occuperebbe 40 persone ed aziende locali per l’indotto, dando lavoro volendo a 2-300 pistoiesi».

Leonardo Soldati

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