Sicurezza
Turismo, cominciamo a fare promozione da soli
Gli imprenditori non possono più attendere i tempi inconcludenti della politica e delle amministrazioni. Stanno finendo anche i depliant
PISTOIA. È vero, in una città e in territorio in cui il valore aggiunto è dato al 70% dal settore terziario (essenzialmente commercio e turismo, dati della Cassa di Risparmio di Pistoia e Lucchesia) la risorsa turismo è ancora una cenerentola di cui il mondo politico-istituzionale stenta a capire la fondamentale importanza. A questa considerazione si è tornati ieri nel forum organizzato sul tema all’Associazione Industriali, alla presenza di rappresentanti degli imprenditori del comparto e di esponenti di istituzioni culturali e del credito, scossi dalla posizione espressa sul tema da parte de Il Tirreno nel fondo pubblicato venerdì.
«Facciamo da soli». Vista la mancanza di risposte concrete da parte degli enti e in considerazione della scomparsa dell’Apt e di quella, prossima, della Provincia, gli operatori sono decisi a cominciare a «fare da soli», anche se continuano a reclamare l’istituzione di una struttura di coordinamento e promozione delle iniziative, che chiamano “cabina di regia”. «Sì, siamo decisi a fare da soli – ribadisce Riccardo Chelucci, presidente di Confindustria Turismo – e lo dico non per fare una provocazione. Dagli enti non riceviamo sufficiente attenzione, e tanto meno risorse. E allora ci muoviamo per conto nostro. Già la prossima settimana saremo a Zurigo, a promuovere le eccellenze di Pistoia e del suo territorio, alla rassegna dell’Associazione Business della Svizzera. Illustreremo quanto possiamo offrire in tanti campi: dall’arte e la cultura (ma non solo per il romanico policromo, o per Marini e Vivarelli, bensì anche per quanto offrono gli artisti contemporanei), al vivaismo e a tutto quanto caratterizza al meglio la nostra identità. Saranno presenti anche gli operatori».
Un primo segnale: gli imprenditori non possono più permettersi di attendere i tempi della politica e delle amministrazioni, se non vogliono essere sopraffatti dalla crisi. Intanto chiedono sostegno ad altri soggetti privati, banche, fondazioni.
La comunicazione. La promozione dovrebbe quindi cominciare a passare anche attraverso gli sportelli bancari e altri strumenti, come la rivista Naturart del Tesi Group. «Ma è chiaro che l’obiettivo rimane in ogni caso poter finalmente contare su una struttura snella, tecnica, fatta di poche persone molto preparate – continua Chelucci – che sappia agire da centro di coordinamento e promozione in rapporto con i privati e il pubblico. Dagli enti aspettiamo politiche chiare e risorse, almeno umane. Da parte nostra siamo pronti a formare i dipendenti che il pubblico fosse disposto a mettere a disposizione per fare acquisire ai prescelti la capacità di organizzare eventi, promuoverli, migliorare l’accoglienza e provvedere alla depliantistica. Sotto questo profilo, ci risulta che il materiale dell’ufficio turistico sia quasi finito e che nessun ente abbia programmato quanto meno ristampe. Presto non avremo più nemmeno gli opuscoli da dare ai visitatori. Un altro aiuto importante, dagli enti, potrebbe arrivare almeno per l’approdo al ticket unico per i musei e l’organizzazione di aperture programmate per tutti i centri di attrazione».
Servono progetti. Proposte sulla stessa lunghezza d’onda arrivano dal direttore dell’Assindustria, Carlo Stilli: «Possiamo ottenere grandi vantaggi dall’aggregrazione con “player” come Firenze, ma dobbiamo saper esaltare le nostre identità distintive e la vocazione del nostro territorio, costruendo un sistema in grado di offrirle al meglio. Se non lo facciamo noi, subiremo lo scippo di altri. Dobbiamo saper mettere in rete le eccellenza che abbiamo. Penso ad esempio a Pinocchio, il libro più letto nel mondo dopo la Bibbia: dobbiamo aspettare che sia Lucca a sfruttarne l’attrazione? Noi dobbiamo lavorare secondo un progetto chiaro che contenga obiettivi, risorse e tempi, puntando poi sulla collaborazione tra pubblico e privato».
Parole e fatti. Un po’ di scetticismo sulla “cabina di regia” arriva da Ugo Poli, presidente della Fondazione Vivarelli, che vanta una lunga esperienza nel settore dell’arte, della cultura e del turismo: «Ho visto negli anni tante riunioni improduttive, la politica ha sempre considerato il turismo un settore marginale, quando invece è un’industria primaria. Meglio affrontare i problemi risolvibili. Abbiamo grandi risorse, la città è rimasta integra: come la promuoviamo? Come la vendiamo? Chi stamperà, ad esempio, i nuovi depliant? Mi pare che dobbiamo contare essenzialmente sulla iniziativa privata: la nostra Fondazione, ad esempio, sarà presente nel 2013 a più di una mostra in Germania. Offriamo fin d’ora la disponibilità ad accogliere anche le eccellenze che altri vorranno promuovere, oltre all’arte. Dagli organizzatori tedeschi abbiamo sollecitazioni in questo senso: saranno felici di conoscere cos’altro Pistoia e il suo territorio possono offrire».
L’assist. Fondatori raccoglie subito l’assist:«Il verde è il brand della città, ma non è facile mettere d’accordo tutti i soggetti, privati e pubblici, che potrebbero sfruttarlo e lanciarlo a dovere. Pistoia non ha bisogno soltanto di un evento: occorre una politica costante perché da città dei vivaisti diventi davvero “città del verde”. Indico un punto di partenza, ribadendo la proposta già fatta qualche settimana fa al sindaco Samuele Bertinelli: i vivaisti sono pronti a fare progetti per il recupero dell’immagine in dieci aree verdi. Il sindaco ce le indichi e dieci aziende ne realizzeranno una ciascuna».
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