Il Tirreno

Pistoia

Più uniti per la risorsa del turismo

Riccardo Bruzzani
Più uniti per la risorsa del turismo

Ha scritto giustamente su Il Tirreno Marco Innocenti che il turismo è una risorsa ignorata. È scomparsa l’Azienda di promozione turistica

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Ha scritto giustamente su Il Tirreno Marco Innocenti che il turismo è una risorsa ignorata. È scomparsa l’Azienda di promozione turistica; ora seguirà l’ente Provincia, sostituita dall’area metropolitana, della quale Pistoia (e, soprattutto, la Valdinievole) sono sempre state marginali. Ciò sarà una sciagura, oppure un’opportunità? Altro che pasticcio metropolitano. Siamo da tempo nei pasticci sino al punto che, per incapacità di decidere condivise soluzioni, l’aeroporto di Firenze e della nostra provincia sta diventando quello di Bologna. Come sempre nella storia quasi tutto dipende dagli uomini. La crisi economica e finanziaria è un disastro. L’uscita dalla crisi però ci sarà. Chi ne uscirà con le ossa rotte e chi, invece, avrà un nuovo futuro? Avrà una prospettiva chi oggi è capace di essere “visionario”, coloro che guardano l’orizzonte; certamente non quelli che si piangono addosso. Quale dovrebbe essere la priorità assoluta dell’intera classe dirigente di una città? Rendere competitivo il territorio, in relazione alle risorse esistenti. I nostri territori non sono competitivi. Eppure Pistoia detiene risorse d’oro per il Turismo. Così, nella loro diversità, Montecatini Terme, ma lo stesso Montalbano, la Montagna Pistoiese, Pescia. La politica e, dunque, le istituzioni non considerano il turismo una priorità; così come ritengono il commercio un settore parassitario. La riqualificazione della città, che pure è nel programma del sindaco, è finora vista esclusivamente dalla parte dei residenti e non già complessivamente per questi e per le attività economiche. È un grave errore che se non corretto sarà pagato a caro prezzo, poiché l’occupazione nel settore pubblico non potrà che ridursi, salvaguardando soltanto la spesa pubblica necessaria a un riformato welfare e a un’efficiente e ridimensionata burocrazia. Le città storiche, invece, possono essere fonte di nuovo Pil, di sviluppo, della nascita di nuove imprese e occupazione, come da tempo ha compreso Lucca che non a caso è stata Repubblica. Sviluppo turistico può esserci se la nostra offerta risponde alla domanda. Quali sono i bisogni? Accoglienza, informazione, servizi, qualità e organizzazione dell’offerta. Questi aspetti dipendono da Pistoia. Riguardo alla promozione, commercializzazione, agli stessi eventi, è indubbio che le risorse, le professionalità richieste esigono la dimensione più vasta di area. A maggiore ragione bisogna avere una strategia per esercitare un ruolo nell’area metropolitana. La situazione attuale è drammatica. Esistono il Convention Bureau a Montecatini e Pistoia Promozione della Camera di Commercio. Il primo, anche a seguito dell’accorpamento delle province, è destinato alla scomparsa. La seconda non è mai decollata. È velleitaria la posizione di chi sostiene «facciamo come imprese tutto da noi». Certamente le imprese debbono fare la loro parte, almeno chi vive di turismo e che crede che il settore sia una risorsa per lo sviluppo. Obiettivi di crescita, però, non possono prescindere da una strategia definita e condivisa, dove ognuno fa la propria parte. Tanto più in un mondo cambiato, dove nei prossimi anni si prevede l’arrivo di diecento milioni di nuovi turisti in Europa dai paesi cosiddetti Bric (cioè Brasile, Russia, India e Cina). Cosa possiamo fare, dunque, a Pistoia? Ha ragione Marco Innocenti. Le associazioni delle categorie economiche e gli operatori interessati dovrebbero unirsi e stabilire un programma comune per lo sviluppo del turismo. Il ragionevole salto di qualità permetterebbe di imporre un serrato confronto con le istituzioni. * direttore della Cna

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