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Pistoia

Patronato Inca preso d’assalto

Patronato Inca preso d’assalto

Boom di pratiche in via Puccini da quando l’Inps ha introdotto l’informatizzazione a tappeto

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PISTOIA. L’informatizzazione completa delle pratiche dell’Inps, ha avuto come conseguenza un enorme riversamento di persone verso i patronati. Questo in parte perché la maggioranza degli utenti che hanno bisogno dell’Inps sono pensionati poco avvezzi alle nuove tecnologie informatiche. Da quest’anno è diventato obbligatorio per tutti - che si tratti di dover vagliare la propria posizione previdenziale, ottenere la disoccupazione o l’assegno d’invalidità - collegarsi al pc con un proprio pin e ottenere la pratica per via telematica. L’altro motivo è che la maggior parte degli utenti preferiscono trattare con le persone e verificare l’iter delle pratiche, mentre l’esito affidandosi unicamente al pc è quanto meno incerto. «Si può parlare di vera e propria esternalizzazione di molti servizi di competenza dell’Inps – dice la responsabile dell’Inca Cgil di Pistoia, Simonetta Bartoletti – che non è certamente dovuta a una volontà dell’istituto, ma alla nuova normativa. La conseguenza è un vero e proprio stravolgimento per i patronati, ma anche per gli utenti». Un surplus di lavoro che ha comportato il ricorso a nuove tecnologie da parte dell’Inca Cgil, con tabelloni elettronici e numerini all’ingresso come avviene nei grandi uffici pubblici, come le Poste.

La pratiche del patronato. La legge è del 2010, ma l’informatizzazione è andata a pieno regime quest’anno. E i numeri degli ultimi due anni parlano chiaro. L’Inca di Pistoia in tutto il 2011 ha trattato 11.962 pratiche, nel 2012 limitatamente ai primi nove mesi dell’anno, 14.886: un aumento del 12,5% in un periodo più breve. L’aumento è stato invece molto minore per le pratiche definite “statisticabili”, ovvero quelle per cui il ministero riconosce un contributo ai patronati: 4.153 nel 2011 contro 4.286, con un incremento dell’1,03%. «Questo significa che la stragrande maggioranza delle pratiche non rientra nella tipologia che ci viene economicamente riconosciuta dallo Stato – spiega Bartoletti – per cui alla fine, come è evidente il risparmio per l’Inps, è altrettanto evidente che il nostro lavoro è aumentato ma senza un riconoscimento economico».

Estenalizzazione a costo zero. Questa sorta di esternalizzazione a costo zero per l’Inps verso i patronati, viene evidenziata anche da altri numeri. Le pratiche per assegni familiari passate dal patronato Inca Cgil (i cosiddetti Anf), sono aumentati dai 790 del 2011 ai 1.910 del 2012 fino a settembre, 1.120 in più. Le pratiche per indennità di maternità sono invece passate da 72 a 812 (+ 740). L’aumento c’è stato anche per le pratiche di disoccupazione ordinaria, da 1.840 a 2.940 (+ 1.110), ma questo incremento viene attribuito all’aumento dei disoccupati avvenuto nell’ultimo anno, visto che il servizio è già stato telematizzato nel 2011.

«La riorganizzazione dell’Inps - conclude la responsabile dell’Inca Cgil – viaggia di pari passo con le decisioni assunte nelle ultime due Finanziarie e riforme varie in tema di assistenza e previdenza».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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