Il Tirreno

Pistoia

Lg Plast, l’azienda punta sull’ingresso di un socio

di Beatrice Faragli
Lg Plast, l’azienda punta sull’ingresso di un socio

L’amministratore Roghi in tribunale: «C’è un imprenditore interessato» Dubbiosi i sindacati. Gargini (Cgil): «La proprietà ci dica il nome»

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AGLIANA. Qualcuno potrebbe esser pronto a tirare fuori i soldi e ripianare i debiti della Lg Plast. Almeno secondo quanto detto dai vertici dell’azienda martedì scorso di fronte al giudice, durante l’udienza del fallimento finita con un rinvio al prossimo 13 dicembre. L’identità del socio però, una figura citata anche nel corso dell’ultima unità di crisi convocata dalla Provincia, quella del 2 ottobre scorso, resta ancora oggi ignota. E la maggior parte dei 19 dipendenti Lg Plast, in attesa di riscuotere gli arretrati (per alcuni si parla di 7 mensilità), gli assegni al nucleo familiare e la cassa integrazione a zero ore scattata a settembre, non è più disposta a credere alla versione dei vertici aziendali.

Che a un passo dal fallimento ci sia davvero un socio in entrata per l’ azienda di riciclo di materie plastiche, sorta dalle ceneri della Recoplast, è una rassicurazione già espressa più volte e, più volte, caduta nel vuoto. Proprio per far chiarezza su quanto Alessandra Roghi, nuovo amministratore unico, avrebbe detto in tribunale, riconfermando quindi la posizione espressa di fronte a sindacati e Provincia, Cgil e Cisl subito dopo l’udienza hanno chiesto un incontro urgente con la Lg Plast per capire chi sia il soggetto citato per l’ennesima volta dalla Roghi, così come dalla figlia Francesca Benassi, che ha presieduto il cda fino all’8 ottobre scorso, e quali le condizioni garantite dalla società ai dipendenti, soprattutto sul fronte del pagamento degli arretrati.

«Fatti non parole» disse l’assessore provinciale Paolo Magnanensi di fronte ai cancelli aglianesi a inizio ottobre, quando gli operai (12 su 19) organizzarono un sit in di protesta. I fatti, per adesso, non sono arrivati. «Visto che l’entrata di un nuovo socio è stata riaffermata anche davanti al giudice – spiega Michele Gargini, Cgil – è necessario fare immediatamente chiarezza sulla questione. Se non ci concederanno l’incontro sarà palese l’inaffidabilità di quanto detto in tribunale». La posizione di Femca Cisl e Filtem Cgil è chiara, tant’è che i sindacati negli scorsi giorni hanno deciso di dare mandato ai propri legali e agire nei confronti della Lg Plast per il recupero del credito dei dipendenti, costituendosi nell’ambito dell’udienza di fallimento. La cifra in ballo supera i 60 mila euro. A questa si aggiungerebbero i 300 mila euro che Lg Plast (tra cessione azienda e impianto) non ha mai versato alla Recoplast, e da cui è partita l’istanza fallimentare. La Roghi tuttavia, su soldi e socio, non dà conferme. Bocca cucita anche sull’udienza di martedì e sul rinvio fissato per dicembre.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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