Gioco
“Le coppie del bosco”, l’ultima fatica di Federico Pagliai
MARCELLO. Raccontare luoghi e tradizioni della montagna pistoiese attraverso le pagine di un libro. Federico Pagliai - scrittore nato a La Lima, “il paese più all’ombra d’Italia”- quando nel 2008...
MARCELLO. Raccontare luoghi e tradizioni della montagna pistoiese attraverso le pagine di un libro. Federico Pagliai - scrittore nato a La Lima, “il paese più all’ombra d’Italia”- quando nel 2008 scrisse il suo primo libro “I miei crinali” non avrebbe mai pensato di ottenere tanto successo.
Eppure, dopo 88 presentazioni e 3 libri apprezzati non solo in montagna, Federico sta per sfornare la quarta opera. Una novità anzitutto per il target, visto che si tratta di un libro per i bambini. «Nel bosco ci sono sempre degli animali fra loro complementari – spiega l’autore – coppie di bestiole che fra loro si compensano. C’è lo scricciolo che canta per annunciare l’autunno ed il cuculo l’estate. L’usignolo canta con voce soave mentre il pipistrello emette a malapena un suono. Lo stesso vale per le piante. C’è il castagno, l’albero materno che ha sfamato intere generazioni di montanini, e c’è l’acacia sterile e irta. Ognuno ha un suo alter ego che ne compensa pregi e difetti».
Sono i protagonisti de “Le coppie del bosco”, 10 favole ambientate nelle foreste dell’Appennino Pistoiese, come tutti i libri di Federico Pagliai. «Parlare della montagna e del bosco, delle piante e della loro personalità è piaciuto agli adulti – racconta Federico –s pero che questo susciti nei bambini la stessa curiosità e amore che sin da piccolo anch’io ho maturato per questi crinali». È un libro per bambini cresciuti troppo in fretta e per adulti che vogliono tornare bambini – prosegue – quando si è piccoli e ci si confronta con i coetanei, spesso ci si sente inadeguati perché si riescono a fare solo certe cose e non altre. Si è timidi come il riccio. Ma ogni paura vinta è una conquista e questo libro cerca di aiutare. C’è anche qualche insegnamento, come nella favola del mulo e del cavallo, il primo rozzo e semplice il secondo spocchioso e vanitoso. Ma con la crisi ed il ritorno alla terra il mulo torna ad essere il più apprezzato».
Il libro uscirà a maggio, pubblicato dalla celebre casa editrice italiana Rizzoli, corredato di animazione grafica. Intanto l’opera “Come un filo che pende” , presto ristampata in francese, ha portato Federico a concorrere per lo “Scrittore toscano dell’anno” e a tenere diverse presentazioni fuori dalla montagna pistoiese. (e.v.)
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
