Il dolore
Frode informatica, sgominata banda di italiani e rumeni
Tre arresti e 18 denunce a piede libero nell’ambito dell’operazione Cybercrime Cento le persone truffate tramite l’accesso telematico ai loro dati sensibili
L’indagine del Nucleo investigativo del reparto operativo dei carabinieri, diretto dal maggiore Lino Addis, è iniziata due anni fa, dopo le denunce di cittadini pistoiesi - anche noti professionisti - che erano caduti nella trappola dei cyber-truffatori. Da Pistoia l’indagine dei carabinieri, coordinata dal sostituto procuratore Giuseppe Grieco, si è estesa in tutt’Italia. Un centinaio le persone oggetto di truffa, 80mila euro l’importo sottratto (finora accertato) ai titolari di conti correnti che incautamente, inviavano i propri dati sensibili a mittenti fasulli che si spacciavano per banche, Poste italiane o altri istituti riconosciuti.
«Un fenomeno in espansione», ha commentato il comandante provinciale dei carabinieri, colonnello Eugenio Cacciuttolo, ricordando due operazioni analoghe in cui, nel 2011, sono state sgominate due bande, una composta da bulgari, l’altra da nigeriani.
Ventuno i denunciati per frode informatica e riciclaggio nell’ambito dell’operazione cybercrime, tre dei quali sottoposti al provvedimento restrittivo dell’arresto in carcere: un pistoiese di 59 anni, un pisano di 50 anni, e un rumeno. Mentre i primi due si trovano nelle carceri di Pistoia e Pisa e sono già stati interrogati dal gip, il rumeno è latitante, e ricercato sia dalle forze dell’ordine italiane che rumene. I due rumeni della banda, che avevano il compito di inviare le mail fasulle, sono ricercati nel loro Paese per lo stesso reato.
Cinque italiani, tutti con precedenti, avevano il compito di procurare i cosiddetti “presta conto”, personaggi che in cambio di modesti compensi si intestavano carte prepagate, sulle quali affluiva il denaro frodato, prima del definitivo impossessamento attraverso vari prelievi ai bancomat di Paesi stranieri, fra cui Gran Bretagna, Romania, Germania e Spagna.
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