Toscana
Bottegaia, i segreti dell’eccellenza enogastronomica
L’osteria simbolo della rinascita del centro storico è tra le 70 aziende premiate dalla Camera di commercio
PISTOIA. Sono stati i primi a credere nel centro storico di Pistoia, quando ancora turisti non se ne vedevano e la sera alle otto, in città, scattava il coprifuoco.
Prima hanno aperto la piccola vineria in via del Lastrone, poi si sono allargati, spostandosi di pochi numeri civici, per dare più spazio alla enogastronomia, con l’apertura dell’Osteria, il locale che si affaccia da un lato su piazza della Sala e dall’altro su piazza del Duomo, con i tavolini all’aperto stretti tra il battistero e il palazzo del tribunale.
Alessandro Olmi e Carlo Malentacchi, i due titolari della Bottegaia, hanno già ottenuto tanti riconoscimenti per il loro lavoro in questi 15 anni: da Slow food a l’Espresso, passando per il Gambero Rosso.
E dire che hanno puntato sulla qualità e l’ospitalità è dire poco, hanno senza dubbio puntato all’eccellenza. L’ultimo quadro appeso alle pareti è quello del Marchio “Ospitalità italiana”, ricevuto alla Camera di commercio la scorsa settimana, che fa bella mostra di sé fra tutti gli altri: le tante vetrofanie all’esterno, i riconoscimenti, l’autografo di Sepùlveda e gli articoli di stampa straniera che parlano del locale, anche in ideogrammi.
Dalla porta a vetri si scorge la bella piazza della Sala, unica nel suo genere, con ancora le ante in legno e i banconi in pietra delle botteghe medievali. Al mattino il passeggio è tranquillo mentre la sera, da un po’ di anni a questa parte, si anima della movida pistoiese, solo fino a una decina d’anni fa inimmaginabile.
Nei suoi quindici anni di vita, il ristorante enoteca La Bottegaia ha visto, dal niente, prima sbarcare il turismo in città e poi, negli ultimi cinque-sei anni, ha assistito al boom della movida, con la gente, anche di città vicine, che ha cominciato ad animare, la notte, piazze e vicoli del centro, attratta da questo e dagli altri locali che negli anni si sono moltiplicati.
Alla Bottegaia sono stati un po’ i precursori, non solo della rinascita enograstronomica pistoiese di cui parla la recensione del Gambero Rosso, ma anche della rinascita del centro cittadino.
E, forse, è proprio perché ne sono consapevoli che oggi non hanno voglia di parlare della loro “cucina tradizione alleggerita con metodi di cottura innovativi – come cita la recensione di Osterie d’Italia di Slow food – e della grande cura nella ricerca delle materie prime, nella preparazione e nella presentazione dei piatti”.
Sono invece molto risentiti per le problematiche che stanno investendo il centro cittadino, in particolare la modifica della Ztl, e questo diventa l’argomento dominante.
«Siamo stati noi i primi, nel 1997, ad aprire – spiega uno dei titolari, Carlo Malentacchi – Prima in centro non c’era niente e nessuno. Il sindaco di allora ci disse: “Ragazzi facciamo qualcosa per questa città”. Oggi invece si fa il contrario, si cerca di non far venire la gente».
La discussione sulla recente riorganizzazione della mobilità nel centro storico e l’allontanamento delle auto dal centro è al suo culmine, e in giornata è previsto un incontro tra i commercianti e il sindaco.
«Negli ultimi anni – continua Malentacchi – abbiamo ricevuto premi come migliore osteria d’Italia da Slow food e riconoscimenti dall’Espresso, si cerca di investire sulla qualità. La gente si muove sempre più per l’enogastronomia e questo rende sicuramente più piacevole anche la città. E invece, sembra che ora facciano di tutto per metterci i bastoni tra le ruote».
«Quando abbiamo aperto – ricorda – Pistoia era una città morta, la notte per le strade circolava solo feccia, c’erano litigi e la gente aveva paura a venire in centro. Ma di questo passo, se continuano ad allontanare le macchine e a chiudere la città, si tornerà come allora».
«Già di per sé il periodo è critico – aggiunge – Quest’anno la città ha avuto un calo del turismo del 13%, i costi di gestione sono alti e se si inizia a perdere clienti si licenzia. Qui si fa tutto contro il commercio, che invece in questi anni ha tirato su la città».
L’esercente intravede un futuro non proprio roseo qualora l’amministrazione comunale dovesse andare avanti con i propri piani.
«Mancano infrastrutture e parcheggi – conclude Malentacchi – ma è una realtà piccola, non siamo a Milano o Torino non c’è un flusso di macchine tale da dover precludere ancora di più il centro. Nel periodo estivo si può fare anche una passeggiata, ma in inverno la gente si sposta va a cercare altri lidi. I clienti ce lo hanno già detto: quando piove non si può fare tre chilometri a piedi da una parte all’altra delle città».
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