Il dolore
«Incubatore, a Quarrata non serve più»
Overi (Cna) polemico per gli sviluppi di “Abitare l’Arte”: «Non sostiene le aziende locali»
QUARRATA. «Quei soldi potevano essere spesi meglio. Nell’ “incubatore” di imprese Quarrata è soltanto un ostaggio: l’asse principale è stato spostato altrove e il progetto, in questo momento, non serve assolutamente a niente». La Cna, attraverso le parole del presidente dell’Unione produzione Gianni Overi, prende nuovamente le distanze da “Abitare l’arte”. L’incubatore, previsto a villa la Màgia e gestito dal Centro sperimentale del mobile e dell’arredamento di Poggibonsi, era già stato bocciato da alcuni operatori quarratini durante l’illustrazione pubblica avvenuta a inizio agosto. In quell’occasione la stessa Cna espresse la propria contrarietà al progetto.
L’idea di affittare gli spazi (ristrutturati nell’ambito dei Piuss) della villa medicea a nuove imprese che operano nei settori del design del prodotto, internet avanzato, comunicazione, domotica, modellizzazione 3D e prototipazione rapida, ha lasciato l’amaro in bocca a diversi imprenditori che, nei mesi scorsi, chiesero all’assessore Stefano Lomi un miglior impiego del denaro pubblico, a sostegno di una Quarrata fatta di mostre impolverate e di aziende in chiusura. «Forse –ammette adesso, cauto, l’amministratore – se i soldi li avessero dati a noi avremmo potuto fare anche un ragionamento diverso».
Ormai però, i giochi sono ormai fatti. «Quante promozioni, quante fiere potevamo fare con 240 mila euro» dice Overi, tra gli ideatori, nel 2010, di un “Abitare l’arte” ben lontano dall’attuale, che avrebbe dovuto portare alla Màgia artisti internazionali e lanciare nuove linee da realizzare sul territorio. I 240 mila euro sono i soldi regionali che il Centro di Poggibonsi ha a disposizione per la gestione biennale dell’incubatore. Il bando è stato aperto proprio in questi giorni e le domande per essere “incubati” potranno essere inoltrate fino al prossimo 5 dicembre
. A villa la Màgia troveranno posto 6 nuove imprese all’anno che per usufruire dei “servizi inclusi nel canone base”, come scrivanie, sedie, armadi e segreteria comune, pagheranno un affitto che va dai 100 ai 200 euro mensili per una stanza di 22 metri quadri, dai 200 ai 300 per una da 27 metri e 350 per una di 32 metri quadri. «Rispetto alla bozza di agosto – precisa Lomi – siamo riusciti ad inserire alcune novità come la riduzione dei prezzi degli affitti (alcuni del 50%) e la premialità alle aziende che si mettono insieme per dar vita a una nuova attività». (b.f.)
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