Il Tirreno

Pistoia

Destino incerto per quasi 200 dipendenti

Destino incerto per quasi 200 dipendenti

Un esercito di impiegati col fiato sospeso tra Comunità che sparisce, nuova Provincia e Comune unico

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MARCELLO. Sono in corso grandi cambiamenti che coinvolgono direttamente la montagna pistoiese. La recente legge regionale stabilisce l'estinzione della Comunità montana, a decorrere dal 1° dicembre, 55 dipendenti. Il governo ha poi deciso la nascita delle nuove province. Pistoia sarà accorpata a Firenze e Prato, di conseguenza la montagna pistoiese andrà a far parte della “città metropolitana. Grandi numeri in gioco, grandi spostamenti di personale: quello della Comunità montana andrà con la Provincia, i dipendenti della Provincia avranno un nuovo assetto, difficile da ipotizzare. In montagna si discute di Comune Unico ed in molti sono a chiedersi quale sarà l'assetto del personale dipendente dei quattro comuni nel caso in cui il comune unico diventasse realtà entro il 2014, come ipotizzato dal comitato promotore.

I quattro comuni hanno una diversa situazione di bilancio e un diverso modo d'impiego delle risorse. San Marcello è il più virtuoso con il 36% di uscite rispetto alla spesa corrente (che contiene anche le spese di personale); Cutigliano il meno col 47%, mentre Piteglio e Abetone si collocano al 39%. Impiegano complessivamente 127 persone, di cui 90 a carattere impiegatizio e 37 a carattere operativo. San Marcello occupa 56 dipendenti, Cutigliano 27, Abetone e Piteglio 22 ciascuno «Un'azienda non indifferente – cita la relazione presentata dal comitato per il Comune unico – anche sul piano dell'occupazione. Ma quello che salta all'occhio- prosegue- è che con quattro enti abbiamo 4 ragionieri, 4 ingegneri, 4 segretari comunali ecc. Insomma si ha la quadruplicazione di personale per ogni area di attività. E non solo di personale ma di attività che questi dipendenti debbono obbligatoriamente svolgere».

In conclusione un lavoro burocratico enorme che potrebbe essere ridotto con un unico comune che significherebbe disponibilità di più competenze a minor costo. Ma sostanziali benefici verrebbero da una visione più generale del territorio e dal fatto di mettere insieme le risorse. Attualmente ammontanti a 18 milioni di euro dei quattro comuni. Tutto questo senza necessariamente operare una riduzione di personale. Mentre la riduzione dell'apparato costituito da sindaci, assessori e consiglieri sarebbe certo e porterebbe ad un risparmio economico annuo sicuro.

Sauro Romagnani

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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