Il Tirreno

Pistoia

Al lavoro nella Ausl 3 due nuovi dirigenti

Al lavoro nella Ausl 3 due nuovi dirigenti

Presentati il direttore sanitario Lucia Turco e quello amministrativo Luca Cei

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PISTOIA. Presentati stamani i nuovi dirigenti dell’Asul 3 di Pistoia. Come anticipato sono, oltre al direttore generale Roberto Abati, il direttore sanitario Lucia Turco e il direttore amministrativo Luca Cei. Il dottor Abati, era finora direttore amministrativo dell’azienda ospedaliero universitaria pisana, la dottoressa Turco direttore del presidio fiorentino S.M. Annunziata e il dottor Cei ha svolto l’incarico di direttore amministrativo nella AUSL6 di Livorno.

La nuova dirigenza si sta principalmente dedicando ad una conoscenza, il più possibile diretta, dell’Azienda sanitaria pistoiese in tutti suoi aspetti: organizzativo, patrimoniale, strutturale e gestionale. C’è già un cronoprogramma delle visite da effettuare. La prima si è svolta sabato scorso al cantiere del nuovo ospedale. «La sua imminente apertura costituisce una delle nostre priorità –ha fatto sapere Abati, parlando anche a nome dei direttori sanitario ed amministrativo- e presto dovremmo pianificare il trasferimento del vecchio ospedale. Sarà un momento epocale, rappresenterà un grande cambiamento per la città, la provincia tutta e per i professionisti che vi lavorano». abati auspica che il nuovo ospedale costituisca una grande opportunità sia di qualificazione dell’assistenza ospedaliera sia di organizzazione dell’intera offerta sanitaria provinciale.

Nei prossimi giorni la dirigenza si recherà a visitare anche il presidio ospedaliero di Pescia e l’Ospedale di San Marcello, il dipartimento di prevenzione e le varie sedi territoriali, per fare conoscenza con i diversi contesti operativi e i professionisti che vi lavorano, compresi i Medici di medicina generale, i pediatri ed i farmacisti. Il direttore non nasconde che il momento in cui la nuova direzione si insedia è caratterizzato da una fase critica che si farà ancora più acuta nel 2013. L’impegno sarà quello di preservare inalterato il livello dei servizi socio sanitari agendo con cambiamenti al modello organizzativo, individuando razionalizzazioni ed ottimizzazioni delle modalità operative in modo da liberare risorse che compensino i mancati finanziamenti anche statali .

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