Il dolore
Olio, annata ottima per qualità e quantità
I consigli dell’agronomo sull’acquisto dei novelli: «Occhio alle etichette e ai prodotti taroccati»
PISTOIA.
Una campagna olivicola buona per quantità, e soprattutto per qualità. Pochi gli attacchi di mosca olearia sulle colline del Montalbano quarratino e casalino e su quelle che da Pistoia, partendo da Pontenuovo, attraversano Santomato e giungono a Montale.
Le aziende più strutturate resistono, magari con una raccolta limitata a metà oliveta, i piccoli e medi olivicoltori sono in forte difficoltà. Una sofferenza che perdura da anni, e di cui analizza le cause Roberto Mastrodicasa, tecnico agronomo dell’Unione coltivatori.
«Anche quest'anno - spiega con l'inizio della campagna olearia sono iniziate le offerte di oli pseudo "novelli" di provenienza a volte incerta, con offerte vantaggiose solo per chi li pone in vendita, vista la qualità del prodotto spesso molto bassa. Quello che il consumatore deve leggere - ricorda l’agronomo - non è l'etichetta frontale, che la maggior parte delle volte crea confusione con indicazioni, foto o illustrazioni di località toscane che nulla hanno a che vedere con il contenuto della bottiglia. Le vere indicazioni sull'origine sono nella retro etichetta. A volte però sono scritte artificiosamente con caratteri spesso difficilmente leggibili. Invito a leggere attentamente le varie diciture riportate in etichetta: se è scritto "prodotto e confezionato da…" o semplicemente "prodotto confezionato (senza la e) da….". Nel primo caso il produttore è un olivicoltore, nel secondo caso ci troviamo di fronte ad un commerciante di olio che probabilmente non ha mai visto un olivo, oggi confeziona olio, domani fagioli, aceto o qualsiasi altro prodotto».
«Nel nostro territorio vi sono moltissimi olivicoltori e diversi frantoi che vendono direttamente l'olio. Mi domando perché - commenta - invece di comprare prodotti di provenienza incerta e soprattutto di qualità a volte pessima, le persone non vanno direttamente ai frantoi a conoscere i produttori, vedere le olive e comprare l'olio direttamente da chi coglie le olive e non da chi fa strani miscugli spacciandoli per oli di oliva». Il costo al chilo? «Non superiore agli 8 euro nei frantoi, dov’è fermo o addirittura in calo da diversi anni».
« Salviamo il nostro paesaggio - è il suo appello - Non obblighiamo gli olivicoltori ad abbandonare le piante, e a lasciare le olive sugli alberi perché non riescono ad ottenere un prezzo remunerativo dal loro duro lavoro. Anche nel nostro territorio recentemente sono stati scoperti, grazie al lavoro della Repressione frodi, carabinieri e altri organismi di controllo, personaggi che mischiavano oli rettificati con clorofilla. Il mio auspicio - conclude - è che i controlli siano svolti sempre più sul prodotto e meno sulle carte. I documenti si fabbricano facilmente un buon olio no. Dato che l'olio extra vergine di oliva per legge deve essere privo di difetti, prima di essere messo in commercio perché non viene analizzato da un gruppo di assaggio professionale così come avviene attualmente per le Dop e le Igp? La risposta è semplice: purtroppo nel campo alimentare chi comanda sono sempre più le multinazionali, e il tornaconto, non la qualità, è il loro obiettivo».
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